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L'importanza di rileggere i libri



L'importanza di rileggere i libri




Cultura - 28/12/08

Quando leggiamo un libro che ci piace, mentre lo leggiamo lo apprezziamo. Magari ne sottolineiamo con il lapis o ne evidenziamo i passaggi che ci sembrano più importanti, le idee migliori e tutte le informazioni che potrebbero tornarci utili in futuro.

E quando lo abbiamo terminato diciamo a noi stessi: "Che bel libro!" Parlandone con conoscenti, amici o colleghi potremmo consigliarlo, e forse ritornarci sopra alcune volte noi stessi per rileggerne i punti principali.

Ma poi, trascorsa la "luna di miele", lo sistemeremo insieme agli altri nello scaffale e andremo avanti. Compreremo altri libri, penseremo e faremo altre cose. In poche parole, andremo avanti con la nostra vita.

Talvolta, però, potrebbe ritornarci la voglia di rileggere quel libro così interessante, ma spesso non lo facciamo, o perché abbiamo altre cose da fare, o perché nel frattempo abbiamo comprato altri libri e così abbiamo voglia di leggere quelli.

Però, è un errore.

Vi è una differenza fondamentale fra la prima e la seconda lettura di un'opera, così come nel rivedere un film a distanza di tempo. Nella prima lettura i nuovi concetti che ci colpiscono rimangono, per così dire, visibili a metà, come se spuntassero fuori in un campo di erba alta. Quest'erba alta è costituita sia dagli altri contenuti presenti nel testo che dal continuo spostamento d'attenzione che dobbiamo esercitare per dare un senso a ciò che stiamo imparando, raffrontandolo alle cose che già sappiamo.

Poi, nel tempo, questi concetti essenziali che abbiamo appreso si faranno strada nelle nostre strutture mentali e ne entreranno a far parte. Ma tenderanno pur tuttavia anche lì a restare sommessi, parzialmente inconsapevoli, competendo per la nostra attenzione con tutte le altre idee.

Ma alla seconda lettura - e a volte anche in quelle successive - il libro ci fa sempre un effetto diverso. È come se l'erba fosse stata falciata e il concetto si stagliasse nitido e intero di fronte a noi, in tutta la sua pregnanza. In altri termini, è più facile che ci colpisca ancor più della prima volta, facendoci pensare: "Ehi, ma quest'idea non era solo importante, ma davvero importante".

Ciò avviene perché nel frattempo quei concetti che ci erano piaciuti si sono integrati in noi - proprio perché ci erano piaciuti - e pertanto rileggendoli non si tratta più di accoglierli come nuovi e di fare lo sforzo d'integrarli, ma semplicemente di riconoscerli come già nostri. E il riconoscimento è sempre molto più facile e immediato dell'apprendimento.

Perciò, quando vi viene voglia di rileggere per la seconda volta un libro che vi era piaciuto davvero, fatelo: potreste risparmiare l'acquisto di qualcos'altro e allo stesso tempo apprezzare ancora di più ciò che già avete.
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