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Perché bramiamo la creatività ma rifiutiamo le idee creative



Perché bramiamo la creatività ma rifiutiamo le idee creative




Lavoro - 01/12/11

La maggior parte delle persone vede la creatività come un bene prezioso, fino a che non si trova davanti un'idea creativa. Ciò accade perché la creatività non schiude solo nuove prospettive, ma genera anche senso d'incertezza.

La prossima volta che una vostra grande idea susciterà silenzio o imbarazzo nell'uditorio, potreste sentire non rabbia, ma compassione per i vostri colleghi. Una ricerca recente indica che molte persone non sanno nemmeno com'è fatta un'idea creativa e che la creatività, benvenuta come un agente positivo di cambiamento, in realtà fa storcere la bocca.

"Com'è che la gente dice di desiderare la creatività, ma in realtà spesso la rifiuta?" si è chiesto J. Gonçalo, assistente professore di comportamento organizzativo e coautore di una ricerca in via di pubblicazione sulla rivista Psychological Science. Lo studio riporta due esperimenti all'Università della Pennsylvania, condotti su più di 200 persone.

Risultati dello studio:
PuntoLe idee creative sono per definizione nuove, e la novità può far scattare un senso d'incertezza, con la quale la maggior parte delle persone non si sente a proprio agio.
PuntoLe persone respingono le idee creative in favore di quelle puramente pratiche, provate ed efficaci ("squadra che vince non si cambia").
PuntoLe prove obiettive che sostengono la validità di un'idea creativa non sono sufficienti a motivare le persone ad accettarla.
PuntoLe tendenze anti-creative sono così subdole che le persone non ne sono consapevoli, e ciò può interferire con la loro capacità di riconoscere le idee creative utili.

Ad esempio, i soggetti hanno mostrato una reazione negativa verso un ipotetico paio di scarpe da corsa dotate di nanotecnologia, in grado di accomodare lo spessore del tessuto per rinfrescare il piede e ridurre le vesciche.

Per smascherare le tendenze anti-creative, i ricercatori hanno usato una sofisticata tecnica usata per misurare le tendenze inconsapevoli, del tipo che le persone non vogliono ammettere, come il razzismo. I risultati hanno mostrato che anche se le persone dichiaravano di gradire le idee creative, in realtà le associavano inconsapevolmente a parole negative come "vomito", "veleno" e "agonia".

Gonçalo sostiene che tale tendenza faceva rifiutare ai soggetti le idee creative riferite a prodotti nuovi e di qualità.

"I nostri risultati si scontrano con una profonda ironia" scrivono gli autori. "Svelare l'esistenza e la natura di una tendenza anti-creativa può aiutarci a capire come mai le persone rifiutano le idee creative e avversano l'avanzamento scientifico malgrado ogni buona intenzione".

L'incertezza muove la ricerca e la generazione di idee creative, eppure è sempre l'incertezza che ci rende meno capaci di riconoscere la creatività, magari quando ne abbiamo più bisogno, scrivono gli autori.

Il campo della ricerca sulla creatività potrebbe dover spostare il suo centro d'attenzione dal trovare il modo migliore di generare idee creative in quantità verso l'identificare modi per aiutare le istituzioni creative a riconoscere e accettare la creatività.

Bibliografia

J. Gonçalo, J. Mueller, S. Melwani, 2011. Why we crave creativity but reject creative ideas. University of Pennsylvania, University of North Carolina.
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