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Ubriaco, potente e anonimo: il paradosso dei disinibiti

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Ubriaco, potente e anonimo: il paradosso dei disinibiti

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società - 25/06/11

Il potere può portare a grandi atti di altruismo, ma anche ad atti riprovevoli e corrotti. Essere ubriachi può far ottenere un primo appuntamento, ma anche far restare coinvolti in una rissa al bar. E la maschera dell'anonimato può incoraggiarci a far sapere al passante per strada che ha una scarpa sciolta, ma anche a far postare foto e video piccanti in rete. Qual è il filo rosso che lega queste tre condizioni, così diverse fra loro?

Un articolo di prossima uscita, a cura della Kellogg School of Management alla Northwestern University, presenta un nuovo modello che spiega come mai tre domini così diversi come il potere, l'ubriachezza e l'anonimato producano comportamenti sociali paradossalmente simili, nel bene e nel male.

Secondo i ricercatori, tutti questi tre stati sono in grado d'infrangere la barriera dell'inibizione, innescando quindi la risposta più saliente data la situazione e senza riguardo verso le conseguenze. Pertanto, alcol, potere e anonimato possono ispirare eroismo ed edonismo nella stessa persona a seconda del contesto.

La ricerca s'intitola: Ubriaco, potente e oscuro: come i processi generali della disinibizione producono sia i comportamenti prosociali che quelli antisociali e apparirà in Perspectives on Psychological Science, una rivista della Association for Psychological Science.

Scrivono gli autori: "Quando le persone perdono le proprie inibizioni per essere ubriache, per ricoprire posizioni di potere o agendo in modo anonimo, le conseguenze comportamentali possono essere notevoli. La disinibizione, in effetti, allo stesso tempo rivela e forma la persona, per contraddittorio che possa sembrare".

Gli autori sostengono che la disinibizione possa far emergere i comportamenti più congrui con le proprie motivazioni e disposizioni, ma che quando determinati segnali esterni sono presenti, la disinibizione possa predisporre a una maggior influenza dell'ambiente sul comportamento. Se il comportamento risultante sarà prosociale o antisociale dipenderà dunque dalle disposizioni individuali e dal contesto.

"Questo spiega come gli ubriachi possano essere aggressivi ora e altruisti un istante dopo, oppure perché l'anonimato possa far aumentare l'egoismo e la volontà di fregare il prossimo, ma anche i comportamenti d'aiuto."

Lo studio presenta un modello generale e tre percorsi che possono dar luogo alla disinibizione.

Potere sociale


I potenti sono abituati a vivere nell'abbondanza e hanno un'inclinazione superiore alla media nel ricercare le potenziali ricompense. Siccome il potere incoraggia a perseguire obiettivi e ricompense, gli individui si sentono meno ristretti nell'esprimere le loro motivazioni e non si preoccupano delle conseguenze.

Ebbrezza


Consumare troppo alcol fa diminuire le risorse cognitive e quindi solo i segnali più salienti guidano il comportamento, in questo stato. Pertanto, gli atteggiamenti e la personalità possono essere espressi più liberamente, come tendenze aggressive o lasciarsi andare a comportamenti sessuali a rischio. Allo stesso tempo, però, gli individui che hanno bevuto tendono a essere più eroici di quelli sobri quando la situazione lo richiede.

Anonimato


Un'identità nascosta serve a ridurre gli effetti dell'accettabilità sociale e delle costrizioni sull'azione. Quindi la persona può sentirsi meno incline a mantenere gli usuali livelli di accettabilità sociale, comportandosi in modo più sincero e diretto, ma anche verbalmente più aggressivo, se ad esempio si tratta di una chat online a partecipazione anonima.

Ognuno di questi tre processi (focus sulla ricompensa, diminuzione delle risorse cognitive e mancanza di preoccupazione sociale) è in grado di bloccare un identico meccanismo neurologico, il sistema inibitorio comportamentale, che regola il comportamento. La combinazione di questi tre processi (una persona potente che ha bevuto e che entra in una chat anonima) è probabile che produrrà i livelli più alti di disinibizione.

"Anche se questi percorsi sembrano scorrelati in superficie, tutti e tre portano alla disinibizione attraverso lo stesso meccanismo neurologico sottostante. E anche se un potente ubriaco può sentirsi di fornire aiuto durante un'emergenza, potrebbe essere meglio accendere la luce e nascondere l'alcol, per evitare di agire in base al proprio egoismo."

Bibliografia:

J. Hirsch, A. Galinsky, C. B. Zhong. 2011 (in press). Powerful, intoxicated, anonymous: The paradox of the disinhibited. Association for Psychological Science.
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