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Il libero arbitrio conduce all'azione?



Il libero arbitrio conduce all'azione?




Generale - 24/04/11

Il libero arbitrio potrebbe essere solo un'illusione. Eppure ciascuno di noi crede di essere l'artefice del proprio destino e che le credenze determinino le azioni. Pensa di essere in controllo della tua vita, e lavorerai duro per raggiungere i tuoi obiettivi. Pensa di non esserlo, e ti comporterai in modo da far avverare ugualmente la profezia.

Diceva Henry Ford: che tu sia convinto di farcela o di non farcela, avrai sempre ragione.

"La psicologia divulgativa sostiene che quando ci sentiamo in controllo della situazione, riusciamo meglio" dice Davide Rigoni, psicologo sperimentale all'Università di Marsiglia. "Abbiamo visto che tali effetti sono presenti addirittura a livello motorio elementare, un'attività profonda del cervello".

Collaborando con Marcel Brass e Simone Kuhn di Gent e Giuseppe Sartori dell'Università di Padova, Rigoni ha mostrato che togliendo alle persone la sensazione di autodeterminazione s'impedisce al loro cervello di reagire prontamente, anche prima di  essere consapevoli dell'intenzione di agire.

Per capire come la credenza al libero arbitrio influenza gli aspetti pre-consci del controllo motorio, il team di ricercatori ha osservato un indicatore ben noto dell'azione volontaria: l'onda elettrica negativa del potenziale di prontezza (readiness potential) che si ha in preparazione di un movimento e che, alcuni millisecondi dopo, attiva i muscoli. Siccome la prima parte del potenziale è inconscia, ma pur sempre modulata dall'intenzione, i ricercatori sostengono che la sua ampiezza sia correlata alla forza della credenza nel libero arbitrio.

I partecipanti all'esperimento sono stati divisi in due gruppi. A un gruppo è stato fatto leggere un brano di testo che diceva che gli scienziati hanno scoperto che il libero arbitrio è un'illusione. L'altro gruppo, di controllo, ha letto un brano sulla natura della coscienza senza però alcun riferimento al libero arbitrio. A entrambi i gruppi è stato raccomandato di leggere attentamente, in preparazione di un quiz.

Dopo, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un test di Libet: premere un bottone quante volte volevano e quando volevano, indicando nel contempo su uno schermo il momento in cui diventavano coscienti dell'intenzione di agire. Mentre il test si svolgeva, veniva registrato l'EEG dei soggetti.

Infine ai soggetti sono state poste domande riguardo alle loro credenze sul libero arbitrio e al determinismo, sulle persone in generale e su loro stessi in particolare.

Il questionario ha rivelato che la lettura suggestiva aveva funzionato: i partecipanti del primo gruppo avevano una convinzione nella propria autodeterminazione più debole di quella del secondo gruppo. Analogo effetto è stato rilevato al test di Libet: l'EEG del primo gruppo ha mostrato molta meno attività cerebrale nella prima fase del potenziale di prontezza.

La scienza sembrerebbe dirci, suggestivamente, che geni e cervello ci controllano, noi non abbiamo alcun potere. Rigoni è stato perciò spinto a effettuare il suo studio da un dubbio filosofico: è meglio credere o non credere di avere libero arbitrio? Le evidenze raccolte dal suo studio sembrerebbero suggerire, in effetti, che è meglio credere.

"Se non ci sentiamo liberi, non ha senso sforzarsi e non si è motivati all'azione" sostiene Rigoni.

Bibliografia

D. rigoni, M. Brass, S. Kuhn and G. Sartori. 2011. Does belief in free will lead to action? Association for Psychological Science.
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