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Ma non ce la posso fare da solo? Devo per forza rivolgermi allo psicologo?



Ma non ce la posso fare da solo? Devo per forza rivolgermi allo psicologo?




Psicoterapia - 04/09/09

Molti utenti, su Medicitalia, ci fanno questa domanda. Proviamo a rispondere con un po' d'ironia, cercando però di restare aderenti ai fatti.

Certamente. È proprio per questo che i libri fai-da-te sulla cosiddetta "biblioterapia" sono così popolari. Ricaviamo buone idee, informazioni e soprattutto speranza da tutte quelle testimonianze che riportano. E poi gli autori sapranno certamente ciò di cui stanno parlando, no? Con tutti quei titoli accademici così altisonanti...

Forse no. La seconda ragione per la quale i libri sul fai-da-te sono così popolari: perché cambiare da soli è maledettamente difficile! Le persone non ci riescono e così comprano un altro libro, e poi un altro, e un altro ancora...

Probabilmente no. Quando si tenta di cambiare da soli è difficile che qualcuno stia dalla nostra parte, eccetto le nostre stesse convinzioni, i nostri stessi pensieri, le nostre sensazioni e la nostra storia. Ci siamo solo noi, a tentare di darci una nuova prospettiva e un nuovo punto di vista. Non c'è nessuno quando sbagliamo, nessuno che c'incoraggi, nessuno che ci dica: ripeti questa cosa finché non è diventata un'abitudine. Ci siamo solo noi, quando magari avremmo voglia di andarcene al cinema.

Mah... Riguardo ai cambiamenti che uno si propone di fare, le persone che gli sono vicine spesso non vogliono affatto che cambi. I terapeuti devono fare ogni giorno i conti con questo fatto: parenti e amici fanno pressione al paziente perché resti lo stesso. Un piccolo esempio: una coppia sposata, entrambi fumatori. Lei vuole smettere. Lui sembra calmo, ma dentro si rende conto di cosa succederà se lei ci riesce: chiederà anche a lui di smettere. E quindi è possibile che il marito tenti, consapevolmente o meno, di boicottare la terapia della moglie. Altro esempio: la madre premurosa che si prende amorevolmente cura del del figlio disturbato e che, inconsapevolmente, inizia a mettere in atto comportamenti che fanno peggiorare di nuovo la situazione quando il ragazzo inizia a stare meglio in seguito alla terapia. Oppure, quando il figlio inizia a stare meglio, la madre inizia a stare male.

Siamo realisti. Molte abilità non possono essere imparate sui libri o da soli. Imparare una lingua, guidare l'auto, andare in bicicletta, sono solo esempi di cose che s'imparano meglio con l'aiuto di un altro, che da soli. Quindi guardiamoci in faccia e diciamocela tutta: i cambiamenti terapeutici sono più difficili da ottenere di quello che sembra. Servirsi di un allenatore o un insegnante (terapeuta) può farci risparmiare molto tempo e fatica.

(tratto da: www.boyceco.com)
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