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Lo sviluppo della psiche



Lo sviluppo della psiche




Bambino Uno dei campi di specializzazione della psicologia è la psicologia dello sviluppo oppure, com'è più facilmente chiamata oggi, psicologia dell'arco di vita, o anche psicologia evolutiva. Questi sinonimi indicano lo studio dello sviluppo mentale e affettivo dell'individuo dalla nascita sino all'anzianità.

Una delle acquisizioni più importanti di questa branca della psicologia è la nozione che il bambino non è un piccolo adulto con qualcosa in meno, come si credeva fino a non molti anni fa, ma un essere con peculiarità e competenze precise, che si manifestano sin dai primi istanti del suo arrivo nel mondo.

Ad esempio, il piccolo è in grado di esprimere preferenze e curiosità differenziate per gli oggetti posti attorno a lui. Gli psicologi sono stati in grado di rilevarle per mezzo di ingegnosi sistemi, come quello della suzione non alimentare.

Adattandosi al suo mondo, gli scienziati si sono accorti che il neonato esprime il comportamento del succhiare in misura più accentuata quando è interessato a qualcosa, rispetto a quando non lo è, oppure quando è più eccitato emotivamente.

Costruendo uno speciale succhiotto collegato a un computer, in grado di misurare con precisione questo comportamento e di attivare dispositivi regolabili, essi hanno potuto scoprire sul bambino cose inaspettate.

Ad esempio, l'impiego di questa tecnica ha consentito di verificare che addirittura fin dalle prime settimane di vita i neonati sono interessati e vanno alla ricerca di stimoli visivi nitidi e a fuoco. Infatti, posti di fronte a diapositive sfocate, incrementano il ritmo di suzione in modo da azionare un obiettivo, fino a mettere perfettamente a fuoco le immagini (Kalnins e Bruner, 1973).

Altri risultati interessanti sono stati ottenuti studiando l'anziano. Uno dei luoghi più comuni è che oltre una certa età molte cose non si possono più fare, "perché si è vecchi" oppure perché "le cellule cerebrali muoiono".

Convinzioni del genere sono del tutto analoghe a "non esiste più la mezza stagione": niente più che frasi di circostanza che avrebbero la pretesa di dire molto senza però dire nulla.

Con l'età le capacità cognitive si degradano più lentamente di ciò che ci si crede e, sebbene un po' più lentamente, un anziano in buona salute è in grado di fare la maggior parte delle cose che può fare un individuo giovane.

(leggi anche gli altri articoli)


Bibliografia:

Kalnins IV, Bruner JS, 1973. The coordination of visual observation and instrumental behavior in early infancy. Perception, 2, 307-314.
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