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Paranoia, delirio, ideazione persecutoria



Paranoia, delirio, ideazione persecutoria




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PuntoOrigine del termine
Altolà! L'etimologia del termine paranoia significa "vicino alla mente" o "fuori dalla mente" e indica, in forma generale, un sistema di idee o convinzioni che si discostano dalla realtà così come viene comunemente percepita. Di solito si usa questa parola per riferirsi a idee di tipo persecutorio: il paranoico è convinto che qualcuno ce l'abbia con lui o gli stia dando la caccia, quando entra in un locale si sente tutti gli occhi addosso, ha sospetti sulla fedeltà del partner oppure è convinto che in sua assenza gli altri parlino male di lui.

PuntoDelirio e paranoia
Se volessimo restare aderenti all’etimo, "paranoia" dovrebbe significare però qualunque tipo di convinzione erronea, non solo di tipo persecutorio. Ma siccome nel tempo è invalso l'uso di questo termine limitatamente agli aspetti persecutori, per evitare confusioni in senso clinico si preferisce oggi parlare di delirio, termine che ha riacquistato una caratteristica di generalità.

Un delirio può quindi avere per tema un'ideazione persecutoria, ma anche la convinzione di avere un talento non riconosciuto, di essere una personalità religiosa o un dio, una gelosia, o la convinzione che un'altra persona si sia innamorata del soggetto delirante. Alcune di queste idee possono essere verosimili, ma diventano deliri nel momento in cui si scontrano con la realtà, soprattutto delle altre persone, che ne sottolineano continuamente la bizzarria e l’incongruenza.

Cercare di convincere un soggetto delirante dell'infondatezza delle sue convinzioni può essere un’esperienza molto frustrante. Il delirante può apparire per il resto una persona equilibrata, eppure essere intimamente convinto che la sua ex, ad esempio, anche se è stata lei a lasciarlo, sia ancora innamorata di lui. Le conseguenze potranno essere tentativi e comportamenti di riavvicinamento ripetuti, che presto infastidiranno e preoccuperanno l'interessata, e a nulla varranno i tentativi di spiegazione da parte della stessa, dei parenti, dei familiari, degli amici. Alcuni episodi che oggi sono perseguibili come reato di stalking si devono a forme di delirio come questa.

Anche se in letteratura e nella documentazione clinica si preferisce parlare di deliro di persecuzione, il sostantivo "paranoia" e il suo aggettivo "paranoico" sono ancora usati, sia nel parlare comune che dagli addetti ai lavori. Nel gergo giovanile si parla invece di "paranoia" in senso improprio, per riferirsi a paure, angosce oppure a vere paranoie.

PuntoAlcuni quadri e disturbi relativi all’ideazione persecutoria
Come molti tipi di sintomi, anche le idee persecutorie possono assumere diversa gravità e intensità, ed essere presenti isolatamente o in associazione ad altri sintomi. È possibile ad esempio una condizione grave di schizofrenia paranoide, dove deliri persecutori coesistono con deliri di altro tipo e allucinazioni uditive, angoscia e rabbia. Ma questa è una condizione grave e relativamente poco diffusa.

Esiste poi il disturbo paranoide di personalità, caratterizzato da un quadro pervasivo di sfiducia e sospettosità, che porta a interpretare le intenzioni altrui come malevole. Gli individui con questo disturbo presumono che gli altri, anche familiari, amici e colleghi, li sfruttino, li danneggino o li ingannino, anche quando non esistono prove in tal senso. Provano costantemente risentimento e sono incapaci di dimenticare insulti e offese subite, perché ciò avvalora la tesi che gli altri ce l’abbiano con loro. Com'è facile intuire, queste persone hanno grande difficoltà ad andare d'accordo con gli altri, perché qualunque relazione è vissuta come pericolosa, a causa della loro eccessiva sospettosità e ostilità.

A parte questi casi più gravi, idee di tipo persecutorio meno gravi possono trovarsi anche in altri tipi di sindromi, ad esempio in associazione a un disturbo d'ansia. Se entrando in un locale si ha la sgradevole sensazione di avere tutti gli occhi addosso, ciò non significa che si è paranoici, ma che percepisce quella situazione come pericolosa.

PuntoPericolo, rabbia e aggressività
Dal punto di vista psicologico, in fondo, l'ideazione persecutoria si riduce a questo: una chiara e netta percezione di pericolo imminente o sempre in agguato. Questa percezione può essere "fredda", ovvero non associata ad ansia né paura, come nel caso del reduce di guerra che in città vede cecchini appostati su ogni tetto: non ne ha paura, ma "sa" che ci sono. Oppure può essere caratterizzata da rabbia e continuo desiderio di rivalsa nei confronti dei presunti aggressori. Il paranoico aggressivo può essere un individuo pericoloso dal punto di vista sociale, come una mina innescata sempre sul punto di esplodere.

Di sfuggita è possibile affermare che molti presunti casi di mobbing lavorativo possono essere ricondotti a idee persecutorie da parte del "mobbizzato".

Per concludere, è bene ricordare che l'uso di sostanze, specialmente psicostimolanti quali cocaina e amfetamine ed ecstasy, possono facilmente provocare o slatentizzare (portare alla luce ciò che prima era nascosto, latente) delle psicosi e sviluppare deliri paranoici e di altro tipo.

(articolo disponibile anche su Medicitalia.it)

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