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Cambiamento, atteggiamenti e convinzioni



Cambiamento, atteggiamenti e convinzioni




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PuntoChe cosa sono gli atteggiamenti?
Atteggiamenti e convinzioni Gli atteggiamenti sono fra i costrutti più studiati in psicologia. La cosiddetta psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni è interessata a come le persone formano i propri atteggiamenti, e a quali condizioni è possibile cambiarli. Ciò ha ricadute applicative nel campo della comunicazione interpersonale e della pubblicità, per esempio.

Ma che cos'è un atteggiamento? La psicologia definisce l'atteggiamento come una predisposizione appresa a rispondere in maniera prevedibilmente favorevole o sfavorevole, nei confronti di un oggetto, una persona o una situazione (Fishbein, 1963).

Se sono un consumatore, posso avere un atteggiamento positivo o negativo nei confronti di una certa marca di automobile. Il mio atteggiamento potrà rimanere confinato nei miei pensieri, oppure manifestarsi sotto forma di opinione, durante una chiacchierata con un amico. Oppure ancora, tradursi in comportamento concreto nel momento in cui dovrò decidere di comprare una nuova automobile. In ogni caso, un atteggiamento è sempre valutativo, ossia è basato su un giudizio di valore di tipo buono/cattivo.

È importante notare che avere un certo atteggiamento non vuol dire essere spinti automaticamente a mettere in atto comportamenti congruenti con esso. Ciò vale nel campo del marketing, come nell'esempio appena fatto, ma non solo. Se sono un accanito fumatore, potrò avere un atteggiamento negativo estremo, verso il fumo, e cercherò di far di tutto per evitare che anche i miei figli prendano il vizio. E tuttavia continuerò a fumare. Perché?

Perché l'atteggiamento esprime una valutazione ma non una convinzione, e nemmeno una regola.

PuntoRegole e convinzioni
Le nostre azioni, piccole e grandi, si basano non solo su ciò che sentiamo, ma su altri due importanti tipi di costrutti mentali, che sono le convinzioni e le regole.

Le regole ci vengono trasmesse in gran parte attraverso la cultura e l'educazione, durante lo sviluppo nella famiglia d'origine, e sono relativamente inflessibili e poco variabili. In ogni cultura esistono regole come "non uccidere", "non rubare", "saluta i conoscenti quando li incontri", "la domenica si deve andare in chiesa" e via dicendo. La loro osservanza è data per scontata da tutti i membri di una comunità, e la loro trasgressione assume significati precisi ed è subito notata.

Se le regole sociali tendono a essere piuttosto uniformi, fra i membri di una stessa cultura, altrettanto non può dirsi per le convinzioni, che sono più soggettive. La storia di ognuno è una combinazione fra l'esposizione alla cultura d'appartenenza e l'esperienza individuale. Si può pertanto prevedere che gli individui saranno portatori di norme sociali simili, e convinzioni personali differenti.

Un'altra differenza è che le regole si riferiscono di solito a ciò che si deve o non si deve fare, mentre le convinzioni possono riguardare ciò che è possibile fare.

Se un atleta, ad esempio, non ha per primo la convinzione di poter superare un certo limite, è probabile che non ci riuscirà. Se un fumatore non è convinto, nel suo intimo, che potrà continuare a vivere in maniera equilibrata anche senza il fumo - a parte le implicazioni dovute alla dipendenza alla nicotina e all'abitudine al gesto, che non sono da trascurare - è molto probabile che non smetterà di fumare, neanche quando si ammalerà.

Le regole tendono, inoltre, a essere più esplicite, percepite con consapevolezza, mentre le convinzioni possono dimorare al di sotto della coscienza, e può esser necessario del lavoro per renderle palesi.

Ciò si deve al diverso modo con cui regole e convinzioni vengono apprese. Come abbiamo detto, le regole sono trasmesse attraverso cultura ed educazione, che sono modalità esplicite d'insegnamento. Al contrario, le convinzioni si formano in modo inconsapevole, ogni individuo si costruisce le proprie, in maniera implicita, per effetto dell'influenza delle circostanze della vita.

Mentre le regole insegnano attraverso divieti e prescrizioni, impartite in forma verbale, le convinzioni si formano tramite un linguaggio silenzioso, il linguaggio dell'esperienza.

Per esempio, una persona con un'indole tranquilla potrebbe trovarsi, sin dai primi anni di vita, a fronteggiare individui più assertivi o aggressivi di lui - anche i suoi stessi genitori - e formarsi, senza che nessuno glielo dica, la convinzione che la gente è pericolosa e inaffidabile. Oppure, una serie di circostanze fortuite potrebbe portare un ragazzo a credere di non essere adatto alla matematica, anche se magari la stoffa ci sarebbe tutta.

PuntoConvinzioni e cambiamento
Cosa ha a che vedere tutto questo, con il cambiamento? Molto. A volte, cambiare richiede solo l'apprendimento di alcune abilità chiave, e niente più. Attraverso l'esercizio e il feedback, l'individuo riesce a ottenere il cambiamento desiderato.

Altre volte, invece, malgrado tutto l'impegno profuso nello svolgere le attività richieste, i cambiamenti sono piccoli, insoddisfacenti, durano poco, spariscono alle prime difficoltà e generano dubbio e frustrazione. In questi casi, la ragione sta spesso nell'esistenza di una convinzione limitante, radicata, ma nascosta nella persona. Ciò può succedere agli atleti, come abbiamo visto, ma accade anche nella psicoterapia.

La seguente situazione è piuttosto frequente. Una persona inizia un percorso di cambiamento, per esempio andando in terapia, oppure frequentando un seminario di sviluppo personale. Le cose sembrano andare per il meglio: il terapeuta, l'istruttore o gli altri partecipanti notano il cambiamento, ma... l'interessato non sembra essere d'accordo. Interrogato, dichiarerà di essersi accorto di qualcosa, ma che si tratterà di un cambiamento temporaneo, che svanirà presto, oppure negherà con decisione il cambiamento, affermando di sentirsi lo stesso di prima.

In altre parole, le persone possono cambiare senza rendersene conto. Quest'affermazione può suonare strana, ma la pratica professionale insegna che spesso non basta aiutare le persone a cambiare, è necessario anche convincerle che il loro cambiamento è stato reale e autentico. Per ottenere ciò, può essere necessario rimuovere delle convinzioni limitanti, che alterano in negativo la percezione.

Esistono varie tecniche per aiutare a rimuovere le convinzioni limitanti delle persone. Alcune si basano sullo scambio verbale e sulla persuasione. Altre fanno uso di esercizi d'immaginazione guidata, tagliati sulle caratteristiche della persona, che fanno leva sulle modalità individuali con cui essa rappresenta e costruisce internamente la propria esperienza.

Lo sblocco delle convinzioni limitanti può avvenire con gradualità, attraverso le esperienze ripetute. Ma può avvenire anche in maniera repentina e spettacolare, dato che le persone differiscono anche nella maniera di attuare il cambiamento.

(leggi anche gli altri articoli)


Bibliografia:

Fishbein M, 1963. An investigation of the relationships between beliefs about an object and the attitude toward that object. Human Relations, 233-240.
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