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Keto diet, 7° giorno e ultimo, Psicologo Firenze, Novità & commenti
   
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novità & commenti - alimentazione

Keto diet, 7° giorno e ultimo

alimentazione - 22/01/18 - 10:45

Per farla breve: l'ho interrotta. Mi sono sentito come se stessi facendo violenza al mio corpo. In passato sono stato lacto-ovo vegetariano per circa un anno e persino vegano per un breve periodo. Ma mai come stavolta ho avvertito una sensazione così radicale, neanche dopo due o tre giorni di digiuno completo.

Sensazione strana a descriversi, perché dopo il 2-3° giorno il craving di carboidrati era quasi scomparso. Ne avevo voglia, ma ho potuto farne a meno senza troppa difficoltà. Era più una specie di preoccupazione, di pensiero latente di star facendo al corpo qualcosa che non meritava. Difficile dire, però, dove finisse l'idea e dove cominciasse l'autoinganno, il raccontare a se stessi una cosa per un'altra.

Tuttavia, il 4° giorno avevo deciso di cedere un poco e concedermi a pranzo una galletta multicereali (5-6 g di carboidrati circa, rispetto al massimo totale di 20 g/giorno concesso da questo tipo di dieta), ma dopo il primo morso è rimasta sul tavolo: mi sono dimenticato di mangiarla. Segno che forse il bisogno di pane e pasta non era così forte. "Magari ti faceva schifo", potrebbe pensare qualcuno. E invece no. Quel tipo di gallette le mangio normalmente in sostituzione al pane, ogni tanto, e mi piacciono.

Effetti da riportare.

Sonno: mi sarei aspettato di non chiudere occhio e invece, a parte il 2° giorno, ho dormito normalmente per tutto il periodo.

Sensazione di fame: del tutto assente. La dieta chetogenica specifica ciò che si può e non si può mangiare, non la quantità. Un precetto abbastanza accettato è: mangia finché ai fame, quando hai fame. E così ho fatto. Mi sono concesso carne, uova e formaggi a sazietà.

Keto flu: alcuni sintomi dell'insieme descritto come "influenza chetogenica" li ho sentiti solo il 2° giorno, come ho riportato nel post precedente, poi non più.

Nausea/noia: capitolo interessante. I promulgatori della keto mettono in conto una sensazione di nausea ricorrente durante le prime settimane o mesi. Nel mio caso, non la descriverei come nausea. O almeno non fastidiosa al punto da creare disagio. È stato più un senso di noia, legato al sapere che al pasto successivo si mangeranno di nuovo le stesse cose. Tipo la mattina, aprivo gli occhi e pensavo: "Oh no, ancora uova/pancetta/yogurt magro/cioccolato amaro". Sembrano cose diverse, invece sono tutte uguali: tanti grassi e un po' di proteine. Abbastanza comprensibile che si sviluppi una qualche forma di rifiuto verso la poca variazione necessaria. Che qualcuno magari sperimenterà come nausea, altri come noia.

Rabbia: anche qui ho avuto delle sorprese. Quando decido di "mettermi a dieta" e ridurre un po' le quantità, una delle prime cose che mi viene è la rabbia. Divento irritabile e insofferente. Invece stavolta no. Neanche l'ombra. Mangiavo di gusto e quando finivo ero sazio e soddisfatto, ma prima del pasto successivo subentravano noia e senso di rifiuto.

Attività fisica: nessuna differenza rilevata. Una settimana è poca per esprimere un parere significativo, certo. Tuttavia non ho notato alcunché di diverso. Ho fatto le mie 4-5 ore di allenamento settimanale senza differenze apprezzabili.

Umore: normale anche questo. Nessuna tristezza o abbassamento di vitalità. Neanche innalzamento, però. Tutto come prima.

Dolcificante: per non rinunciare al dolce almeno nel tè, mi sono comprato la stevia, anzi, la truvia. La confezione dice che avrebbe il triplo del potere dolcificante dello zucchero comune (saccarosio). Io però ne ho dovuto mettere quasi il doppio per sentire lo stesso livello di dolce. E comunque il sapore non mi è piaciuto. Niente da fare, lo zucchero vince ancora come gusto.

Per concludere, a parte i primi due giorni, la sensazione sempre presente e preponderante è stata questa specie di senso di colpa, di pentimento per dover imporre al corpo qualcosa di ingiusto. Non saprei come meglio definirla.

Sono contento di aver fatto questo piccolo e breve esperimento, però. Si impara solo dalle novità, ma a volte è necessario fare il contrario di quello che ti verrebbe spontaneo per veder confermato ciò che crediamo di sapere.

Il gasolio lo lascio ai diesel, si vede che io sono nato a benzina. Me ne farò una ragione.

Colazione di oggi: due palline di profiterole avanzato dall'ultimo compleanno, latte con un cucchiaino di zucchero e mezzo cucchiaino di curcuma.



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Psicologo Firenze e Signa, Psicoterapia breve e consulenza psicologica


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Psicoterapia breve e consulenza psicologica a Firenze e Signa

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Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti nella provincia di Firenze sono: Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fiesole, Figline e Incisa Valdarno, Fucecchio, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Pontassieve, Reggello, San Casciano, Scandicci, Scarperia e San Piero, Sesto Fiorentino, Vinci.

E naturalmente le rimanenti province toscane: Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena.

Giuseppe Santonocito riceve anche persone provenienti dal resto d'Italia e persino dall'estero.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



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