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Quando si è depressi si preferiscono facce e musiche tristi



Quando si è depressi si preferiscono facce e musiche tristi




Depressione - 07/07/15

Le persone depresse generalmente fanno poco per migliorare il proprio umore. Anche quando ne hanno la possibilità. Addirittura, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, sceglierebbero volontariamente di essere ancora più depresse.

Uno studio ha messo alla prova le decisioni compiute al riguardo da soggetti depressi e non depressi. In una delle prove sperimentali erano presentate foto di persone tristi, felici o con espressione neutra. Quando poi veniva chiesto loro quali foto desiderassero rivedere, le persone depresse sceglievano più frequentemente le facce tristi.



In una prova analoga i soggetti ascoltavano musica triste, allegra o neutra. Di nuovo, messi di fronte alla scelta su quale musica riascoltare, i depressi sceglievano con più facilità le musiche tristi, addirittura il 62% delle volte.

Interrogati successivamente, i depressi hanno dichiarato che si sarebbero sentiti meglio se avessero scelto le foto con facce felici o la musica allegra, e che tuttavia hanno optato in senso contrario.

Resta ancora ignoto il perché di tale scelta.

In qualche modo, torna alla mente il concetto di perversione: un impulso che normalmente dovrebbe essere spiacevole che però diventa piacevole. Come la vomitatrice, che si abitua e impara a provare piacere nel mangiare e vomitare. Apparentemente, dunque, alcuni depressi si affezionano alla propria condizione, in modo tale che quando dispongono della scelta di potervi rinunciare, non la esercitano.

Ma potrebbe esistere una spiegazione alternativa: il depresso potrebbe preferire gli stimoli tristi perché questi rispecchiano lo stato in cui si trova. Sentirsi compresi nel proprio dolore fa parte dei bisogni dell'essere umano. Perciò la soddisfazione (magra, occorre dirlo) ottenuta dal vedere facce tristi o ascoltare musica triste quando si è depressi potrebbe consistere nel sentirsi rispecchiati, ossia in qualche modo compresi.

Lasciamo che la ricerca futura si occupi di fare chiarezza in merito.
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