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Perché il controllo cosciente è illusorio



Perché il controllo cosciente è illusorio




Generale - 30/06/15

La nostra mente cosciente potrebbe avere molto meno controllo di quello che credevamo, secondo una teoria relativamente recente. La coscienza sarebbe più simile a un interprete di messaggi provenienti dall'inconscio.

Il Dr. Morsella, ideatore della teoria, spiega: "L'interprete presenta le informazioni, ma non compie alcuna valutazione o azione su tali informazioni condivise. Allo stesso modo, le informazioni che percepiamo nella nostra coscienza non sono create da processi coscienti, e a esse non reagiscono i processi inconsci. La coscienza è solo un intermediario e non svolge così tanto lavoro come potreste pensare".

Coscienza

La teoria, ormai decennale, si contrappone frontalmente alla sensazione di esseri coscienti che abbiamo, pensanti, che provano emozioni.

"Abbiamo sempre creduto che la coscienza risolvesse problemi e che fosse composta da tante parti, ma in realtà è un'entità molto più elementare e statica", aggiunge Morsella. "Mi rendo conto che la mia teoria è controintuitiva, che va in senso opposto all'esperienza che ne facciamo ogni giorno".

Difatti, la teoria afferma che la coscienza non fa altro che ripetere incessantemente la stessa operazione: presentare informazioni. Ma le decisioni sarebbero prese sempre dall'inconscio e poi trasferite alla coscienza per essere messe in pratica.

"Per gran parte della preistoria, l'essere umano è stato cacciatore-raccoglitore e aveva necessità che richiedevano decisioni volontarie immediate. La coscienza, quindi, sembra essersi evoluta più come meccanismo asservito a tali necessità che come mezzo per conoscere se stessa. Un pensiero non conosce l'altro, ma entrambi hanno semplicemente accesso - e agiscono - sulle stesse informazioni inconsce condivise. Siamo coscienti di un pensiero e poi del successivo, e pensiamo che il primo abbia portato al secondo, ma non sembra essere questo il modo in cui la cosa funziona".

La teoria è controversa è Morsella è il primo a riconoscerlo: "Il motivo numero uno per cui ci è voluto tanto per giungere a tali conclusioni è che le persone confondono ciò a cui la coscienza serve con ciò per cui pensano di usarla. Inoltre, molte delle ricerche sulla coscienza sono basate sulla percezione piuttosto che sull'azione".

Se la teoria fosse corretta, ci sarebbero implicazioni per i disturbi mentali: "Perché si hanno impulsi o pensieri che non si dovrebbero avere? Perché, in un certo senso, la coscienza non sa che non si dovrebbero avere".

Lo spirito della teoria sembra ricalcare in pieno Spinoza, che diceva: le persone credono di avere un libero arbitrio perché sono consapevoli dei loro atti, ma restano pur sempre inconsapevoli dei motivi che glieli fanno fare.

Bibliografia

Jeremy Dean. 2015. Why Conscious Self-Control May Be A Complete Illusion. PsyBlog online.
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