Questo sito può funzionare solo con JavaScript abilitato.
Verificate nel vostro browser le opzioni di abilitazione di JavaScript.

www.giuseppesantonocito.it
Perché quando guidiamo diventiamo dei bastardi?, Psicologo Firenze, Novità & commenti
   
Chiama questo numero per informazioni su psicologo Firenze

novità & commenti - società

Perché quando guidiamo diventiamo dei bastardi?

società - 29/05/15 - 19:30

Stai guidando. All'improvviso un Suv ti entra nel mezzo dalla destra, senza mettere la freccia, obbligandoti a pestare sui freni per evitare di andargli addosso. "Maledetto *******!", urli a una persona che nemmeno conosci e che non può sentirti, prima di darti al suo inseguimento per 3 km per dargli una lezione.

Pippo diventa Mr. Wheeler

In un cartone di Walt Disney degli anni 50, Pippo interpretava Mr. Walker, un bravo e gentile cittadino obbediente alla legge. Finché non entrava in macchina. All'improvviso, si assisteva a una trasformazione del tipo Dr. Jekyll/Mr. Hide e Mr. Walker diventava Mr. Wheeler, uno spericolato, egoista, incontrollabile mostro. Rinchiuso nella sua armatura personale, Mr. Wheeler urla agli altri automobilisti, arrabbiandosi al minimo segno percepito di provocazione. Eppure, si considera un buon automobilista.

Anche tu sei un po' Mr. Wheeler. Eh, sì. Ma perché?


PuntoRabbiosi anonimi

In un famoso esperimento condotto da Philip Zimbardo nel 1970, a un gruppo di studenti venivano dati un cappuccio e un cartellino con un numero, che sostituiva il nome. Restando in penombra, veniva detto loro di somministrare scosse elettriche ad altri studenti. Zimbardo trovò che rispetto a un altro gruppo di studenti a cui era stato dato solo il cartellino con il numero e non il cappuccio, gli studenti incappucciati erano disponibili a somministrare scosse elettriche di intensità doppia. Per fortuna si trattava di una finzione; nessuna scossa veniva in realtà data ai soggetti sperimentali, che erano attori ingaggiati dagli sperimentatori.

Altri esperimenti hanno successivamente confermato lo stesso principio: anche se l'anonimato non produce sempre comportamenti antisociali, può portare ad azioni più disinibite e aggressive, spiega lo psicologo Jamie Madigan. Le condizioni perché ciò avvenga sono: far parte di un gruppo e non essere considerati responsabili per le proprie azioni. Come avviene ad esempio nei giochi online e nelle chat. L'anonimato, spiega Madigan, lascia le persone più aperte alla suggestione e all'influenzamento.

Le macchine creano condizioni analoghe. L'involucro di metallo e vetro è come un cappuccio, che maschera l'identità del guidatore (anonimato) e si è circondati da altri automobilisti (il gruppo).

Leggendo le considerazioni di Zimbardo su ciò che genera la deindividuazione, a commento del suo stesso esperimento, sembra di trovarsi sulla strada: "Anonimato, responsabilità diffusa, attività di gruppo, prospettiva temporale alterata, eccitazione emotiva e sovraccarico sensoriale sono alcune delle variabili che possono generare deindividuazione".

A peggiorare le cose, le macchine di oggi sono silenziose e il che fa arrabbiare ancor di più i guidatori. Da dietro il volante si è privi della possibilità di comunicare, se non in modo molto primitivo e senza sfumature: suonando il clacson, facendo gesti con le mani e lampeggiando i fari, mentre la tua identità è ridotta alla marca del veicolo che guidi (e cosa c'è di peggio di qualcuno alla guida di uno Hummer?)

Combinando insieme questi fattori ne viene fuori una potente pozione in grado di generare rabbia e comportamento aggressivo.


PuntoNon-intelligenza emotiva

Torniamo al bastardo che guidava il Suv dell'esempio iniziale. La verità è che la valutazione che ognuno di noi fa degli altri automobilisti e delle loro motivazioni spesso è troppo semplicistica. Quando non del tutto errata. Forse il guidatore di quel Suv aveva dovuto dare una repentina sterzata per evitare un ostacolo sulla strada che tu non avevi visto. Oppure stava correndo in farmacia a comprare un farmaco urgente, per un familiare gravemente malato. O forse il bastardo eri tu, che stavi guidando in un punto cieco (per lui) e troppo arrabbiato per notare che lui in effetti ti aveva fatto segno con i fari.

Ma le spiegazioni alternative rimangono tagliate fuori mentre guidiamo, perché emettiamo giudizi tagliati con l'accetta basandoci non sulla logica, ma sulle emozioni. Eravamo arrabbiati, e quindi il conducente del Suv era un bastardo. Fine della storia. Si tratta di ciò che gli economisti chiamano euristiche affettive. Reazioni istintive che ci permettono di prendere decisioni velocemente, quando serve e che sono anche il motivo per cui odiamo tutti i ciclisti.

Dunque, se la guida e il traffico affondano gli speroni nelle nostre emozioni e forniscono un ambiente quasi perfetto per comportarci in modo abietto e turpe, c'è qualcosa che possiamo fare per evitare di trasformarci tutti in una manica di Mr. Wheeler? A parte non guidare, ovviamente.

Una soluzione c'è: imbarcare un passeggero.

Di solito i passeggeri non si lasciano sopraffare dalle emozioni tanto quanto il guidatore. A volte, nelle dispute redarguiscono persino il guidatore che li sta accompagnando, fornendo una certa dose di obiettività.

Alcuni studi hanno analizzato l'attività cerebrale di guidatori e passeggeri durante sessioni di guida simulate, rilevando attivazioni di differenti are cerebrali. "È come se si trattasse di persone diverse", scrive Tom Vanderbilt, un giornalista autore del libro Perché guidiamo nel modo in cui guidiamo.

In sintesi, considerando che i guidatori solitari reagiscono più aggressivamente, gli innovativi servizi di car sharing che stanno via via prendendo piede possono essere un modo per economizzare e fare allo stesso tempo un po' di guida-terapia.

Bibliografia

B. Gardiner. 2015. Big Question: Why Am I a Horrible Person When I Drive?. Wired online.





Lascia il tuo commento:

I commenti sono visualizzabili liberamente dai visitatori, ma per inserirli è necessario fare il login dopo aver completato la procedura di registrazione.



psicoterapia e consulenza breve

Psicologo Firenze e Signa, Psicoterapia breve e consulenza psicologica


Può trattarsi di attacchi di panico, disturbi alimentari, della cura della depressione, di una coppia di genitori che non riesce a comunicare con il figlio adolescente. O di una terapia di coppia per incomprensione fra partner. O del ragazzo che a scuola non rende come dovrebbe e ha difficoltà a fare nuove amicizie. Oppure di qualcuno che non soffre di una patologia, ma avrebbe bisogno di consulenza od orientamento su una questione specifica.

Psicoterapia breve e consulenza psicologica a Firenze e Signa

Alcune persone si rassegnano a combattere per anni con questi problemi, oppure se ne ritrovano all'improvviso sopraffatte senza aspettarselo. "Tanto capita sempre agli altri".

A volte si è riluttanti all'idea di cercare aiuto per sbarazzarsi delle sensazioni, degli stati emotivi e dei pensieri che tengono bloccati, impedendo di progredire.

Nei miei studi di psicologo a Firenze e Signa, questo è un commento frequente che ascolto: "Sa, dottore, per me è stato così difficile decidermi a venire... l'ho fatto proprio perché non potevo farne a meno, altrimenti non sarei venuto".

Se questo è il tuo dilemma, ecco una semplice domanda. Quale delle due alternative è preferibile:

1.non cercare aiuto, e continuare a tentare di risolvere il problema nello solito modo, anche se finora non ha funzionato, oppure:
2.cercare l'aiuto professionale di un esperto, dando a se stessi una nuova possibilità?

A questo proposito la ricerca dice che le persone che cercano aiuto per le difficoltà psicologiche stanno meglio dell'80% di coloro che non lo fanno e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

Scopri come la terapia breve strategica può aiutarti a migliorare le relazioni con le altre persone, risolvere i problemi psicologiche e personali e migliorare la qualità della vita.

Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti sono Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Poggio a Caiano, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi anche l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



Contatta lo psicologo

I campi contrassegnati dall'asterisco sono richiesti.

Richiesta:  * 
 
Nome:  * 
 
Cognome:  * 
 
Email:  * 
 
Note:  

Codice di sicurezza - Che cos'è?Inserisci il codice di sicurezza visualizzato * 

Autorizzo il trattamento di questi dati ai sensi della Legge 196/03 sulla riservatezza.





Dove riceve Giuseppe Santonocito

Psicologo Firenze
Centro Italiano Fertilità e Sessualità S.r.l.

Via della Fortezza 6 - 50129 Firenze
tel. 329 4073565

Clicca sulla mappa per aprirla:

Psicologo Firenze: C.I.F.S. Via della Fortezza 6

Psicologo Firenze
Studio privato a Signa

Via della Manifattura 7/A - 50058 Signa (FI)
tel. 329 4073565

Clicca sulla mappa per aprirla:

Psicologo Firenze, studio di Signa: Via della Manifattura 7/a



leggi tutti gli articoli, le novità e i commenti


Tutte le novità e i commenti



articoli monografici


PuntoPsicologia clinica
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto

PuntoPsicologia del lavoro/organizzazioni
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto

PuntoPsicologia in generale
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto



su medicitalia.it

Giuseppe Santonocito risponde gratuitamente su:

Medicitalia.it