Questo sito può funzionare solo con JavaScript abilitato.
Verificate nel vostro browser le opzioni di abilitazione di JavaScript.

www.giuseppesantonocito.it
Siamo speciali rispetto agli altri animali?, Psicologo Firenze, Novità & commenti
   
Chiama questo numero per informazioni su psicologo Firenze

novità & commenti - evoluzione

Siamo speciali rispetto agli altri animali?

evoluzione - 10/08/11 - 13:04

Il primatologo Frans de Waals sostiene nel suo ultimo libro (The Age of Empathy, L'età dell'empatia, 2009) che gli umani non avrebbero nulla di radicalmente diverso dalle altre specie. Alcune persone, soprattutto quelle molto religiose, rifiutano l'idea che altri animali possano condividere con noi le stesse caratteristiche fisiche ed emotive essenziali.

C'è un interessante passaggio nel libro (pagg. 206-208 dell'edizione originale) dove si ipotizza che quest'idea erronea, propria del Cristianesimo, dell'Ebraismo e dell'Islam sarebbe sorta perché le zone geografiche in cui tali religioni sono nate non contenevano nessuno dei nostri parenti non umani più vicini, i primati:

«Per il darwinista non c'è niente di più logico del presupposto di una continuità emotiva con altre specie. Io credo che la riluttanza a parlare di emozioni negli animali abbia meno a che fare con la scienza che con la religione. E non religioni qualsiasi, ma quelle sorte in luoghi privi di animali che ci assomigliano. Nelle zone dove le scimmie sono presenti a ogni angolo di strada, nessuna cultura ha mai prodotto religioni che collocano gli esseri umani all'infuori della natura. Così in Oriente, circondati da primati nativi in India, Cina e Giappone, le religioni non hanno tracciato una linea netta fra gli esseri umani e gli altri animali. La reincarnazione avviene in molti modi: un uomo può diventare un pesce e un pesce rinascere dio. Solo le religioni giudaico-cristiane collocano l'uomo su un piedistallo, facendone la sola specie dotata di anima. Non è difficile capire come i nomadi del deserto siano potuti arrivare a tale conclusione: senza animali simili in cui rispecchiarsi, l'idea di essere soli dev'essere giunta loro naturale. Si vedevano creati a immagine e somiglianza di Dio, la sola forma di vita intelligente sulla terra. Persino oggi ne siamo così convinti che ci mettiamo a cercare tali forme di vita su altri pianeti e galassie.

«È quanto mai rivelatore il modo in cui gli uomini occidentali reagirono, una volta trovato che altri animali erano capaci di sfidare questo preconcetto. Quando si trovarono di fronte le prime scimmie, non credettero ai loro occhi. Nel 1835 uno scimpanzé maschio arrivò allo zoo di Londra, vestito da marinaretto, seguito da un orango-tango femmina in abito da signora. La Regina Vittoria si recò all'esibizione e rimase inorridita: apostrofò le scimmie come "spaventose, dolorosamente e sgradevolmente umane". Questo era il sentimento diffuso allora e ancora oggi c'è chi definisce le scimmie "disgustose". Com'è possibile, se non perché le scimmie fanno venire in mente cose cui preferiremmo non pensare? Quando le stesse scimmie di quello zoo furono studiate dal giovane Charles Darwin, non poté fare a meno di condividere lo stesso sentimento della Regina Vittoria, ma senza la repulsione. Darwin concluse che chiunque fosse convinto della superiorità dell'uomo, dovesse correre a dare un'occhiata a quegli animali. [...]

«Quando si tratta di caratteristiche che non ci piacciono di noi stessi, la continuità non è un problema. Finché le persone uccidono, stuprano o si maltrattano le une con le altre siamo svelti a incolpare i geni. La guerra e le aggressioni sono tratti genetici riconosciuti e a nessuno vengono in mente le scimmie come confronto. Ma quando sono in questione i tratti nobili, la continuità diventa problematica. Alla fine di una lunga carriera molti scienziati non possono fare a meno di redigere una tabella che illustra cosa ci distingue dai bruti. Lo psicologo americano David Premack elenca il ragionamento causale, la cultura e la capacità di mettersi nei panni di un altro, mentre il suo collega Jerome Kagan indica linguaggio, moralità, empatia e comportamenti consolatori. Come quando un bambino salta in braccio a sua madre che si è appena fatta male. Bell'esempio, quest'ultimo, peccato non sia esclusivo della nostra specie. Ma il punto che tengo a sottolineare non è se queste distinzioni siano reali o immaginarie, ma perché debbano essere tutte a nostro favore. Dopotutto, gli esseri umani non sono unici anche per ciò che riguarda tortura, genocidio, inganno (*), sfruttamento (**), indottrinamento e distruzione ambientale? Perché le liste di caratteristiche uniche all'essere umano devono essere tutte positive e avere questo tono di compiacimento?»

Questa è una delle ragioni fondamentali per cui le religioni giudaico-cristiane trovano così difficile conciliarsi con la scienza. Si sono chiuse nel dogma secondo cui l'essere umano sarebbe diverso in modo discontinuo dalle altre specie, mentre la scienza sta progressivamente mostrando che tutte le specie giacciono sul medesimo continuum, senza confini netti. Per queste religioni è impossibile accettare l'idea che ciò che rende umani noi sono le stesse cose possedute dagli altri animali, solo in quantità differente.

Le persone di fede continuano a cercare quella scintilla di fuoco divino che le rassicura rispetto alla loro unicità, credendo che il loro dio tenga a loro in modo speciale. Eppure falliscono in questa ricerca, perché l'anima (in mancanza di un termine migliore) è elusiva come l'arcobaleno, una sfuggente illusione. Trovo triste che queste persone non riescano a rassegnarsi e ad accettare il loro posto nell'universo.

Quanto a me, mi sento enormemente sollevato nel pensare di essere parte della vita, connesso a ogni essere vivente e che ha vissuto, tracciando un cammino attraverso il grande albero della vita. Cosa potrebbe esserci di più magnifico?

Bibliografia

Mano Singham. 2011. Is there anything that makes humans special? Machines Like Us.





N.d.t. - In realta:
(*) L'inganno esiste in natura anche fra specie non umane.
(**) Lo sfruttamento, sotto forma di vera e propria schiavitù, è messo in atto da alcune specie eusociali, ad esempio alcune specie di formiche nei confronti degli afidi.



Lascia il tuo commento:

I commenti sono visualizzabili liberamente dai visitatori, ma per inserirli è necessario fare il login dopo aver completato la procedura di registrazione.



psicoterapia e consulenza breve

Psicologo Firenze e Signa, Psicoterapia breve e consulenza psicologica


Può trattarsi di attacchi di panico, disturbi alimentari, della cura della depressione, di una coppia di genitori che non riesce a comunicare con il figlio adolescente. O di una terapia di coppia per incomprensione fra partner. O del ragazzo che a scuola non rende come dovrebbe e ha difficoltà a fare nuove amicizie. Oppure di qualcuno che non soffre di una patologia, ma avrebbe bisogno di consulenza od orientamento su una questione specifica.

Psicoterapia breve e consulenza psicologica a Firenze e Signa

Alcune persone si rassegnano a combattere per anni con questi problemi, oppure se ne ritrovano all'improvviso sopraffatte senza aspettarselo. "Tanto capita sempre agli altri".

A volte si è riluttanti all'idea di cercare aiuto per sbarazzarsi delle sensazioni, degli stati emotivi e dei pensieri che tengono bloccati, impedendo di progredire.

Nei miei studi di psicologo a Firenze e Signa, questo è un commento frequente che ascolto: "Sa, dottore, per me è stato così difficile decidermi a venire... l'ho fatto proprio perché non potevo farne a meno, altrimenti non sarei venuto".

Se questo è il tuo dilemma, ecco una semplice domanda. Quale delle due alternative è preferibile:

1.non cercare aiuto, e continuare a tentare di risolvere il problema nello solito modo, anche se finora non ha funzionato, oppure:
2.cercare l'aiuto professionale di un esperto, dando a se stessi una nuova possibilità?

A questo proposito la ricerca dice che le persone che cercano aiuto per le difficoltà psicologiche stanno meglio dell'80% di coloro che non lo fanno e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

Scopri come la terapia breve strategica può aiutarti a migliorare le relazioni con le altre persone, risolvere i problemi psicologiche e personali e migliorare la qualità della vita.

Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti sono Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Poggio a Caiano, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi anche l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



Contatta lo psicologo

I campi contrassegnati dall'asterisco sono richiesti.

Richiesta:  * 
 
Nome:  * 
 
Cognome:  * 
 
Email:  * 
 
Note:  

Codice di sicurezza - Che cos'è?Inserisci il codice di sicurezza visualizzato * 

Autorizzo il trattamento di questi dati ai sensi della Legge 196/03 sulla riservatezza.





Dove riceve Giuseppe Santonocito

Psicologo Firenze
Centro Italiano Fertilità e Sessualità S.r.l.

Via della Fortezza 6 - 50129 Firenze
tel. 329 4073565

Clicca sulla mappa per aprirla:

Psicologo Firenze: C.I.F.S. Via della Fortezza 6

Psicologo Firenze
Studio privato a Signa

Via della Manifattura 7/A - 50058 Signa (FI)
tel. 329 4073565

Clicca sulla mappa per aprirla:

Psicologo Firenze, studio di Signa: Via della Manifattura 7/a



leggi tutti gli articoli, le novità e i commenti


Tutte le novità e i commenti



articoli monografici


PuntoPsicologia clinica
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto

PuntoPsicologia del lavoro/organizzazioni
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto

PuntoPsicologia in generale
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto
Punto



su medicitalia.it

Giuseppe Santonocito risponde gratuitamente su:

Medicitalia.it