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Chi ci conosce meglio? Non noi stessi

società - 14/07/11 - 18:14

Conosci te stesso era la raccomandazione di Socrate, che si confà alla saggezza del buon senso. "Pensare di conoscere se stessi meglio di chiunque altro è una convinzione diffusa" dice S. Vazire, assistente professore alla Washington University, St. Louis. Un articolo suo e di una collega, E. N. Carlson, indaga il fenomeno e aggiunge una raccomandazione: chiedi a un amico.

"Ci sono aspetti della personalità che gli altri sanno di noi e che noi non sappiamo, e viceversa" dice Vazire. "Per formarsi un quadro completo sono necessari entrambi i punti di vista".

Non è che non sappiamo nulla di noi stessi, si tratta di una conoscenza ostruita da punti ciechi, creati dai nostri desideri, paure e motivazioni inconsce, la più grande delle quali è il bisogno di mantenere un'immagine stabile di noi stessi. Tale immagine può essere alta, se abbiamo un'alta autostima, oppure bassa se ne abbiamo poca.

Persino guardarsi in videoregistrazione non altera nella sostanza l'autopercezione, mentre altri che osservano lo stesso video possono facilmente evidenziare tratti di noi dei quali siamo inconsapevoli.

È normale che i nostri congiunti e chi sta con noi dalla mattina alla sera siano coloro che ci conoscono meglio. Ma persino gli estranei sono in grado di cogliere innumerevoli indizi su di noi: abiti, preferenze musicali, il modo in cui scriviamo. Inoltre i nostri cari hanno delle ragioni per distorcere le loro percezioni. "All'inizio raccoglievamo i feedback dei parenti, per le nostre ricerche, ma abbiamo smesso perché tanto sono inutili" fa notare Vazire. Dopo tutto, come recita un proverbio napoletano, ogni scarrafone è bello a mamma sua.

È interessante osservare come le persone non vedano di sé stessi le stesse cose che vedono gli altri. I tratti ansiosi, come ad esempio la paura di parlare in pubblico, sono per noi ovvi ed evidenti, ma non sempre lo sono per gli altri. D'altra parte creatività, intelligenza e rudezza sono spesso percepiti con più precisione da chi ci osserva. E ciò non avviene solo perché tali aspetti si manifestano pubblicamente, ma perché implicano anche un giudizio di valore, qualcosa che tende a influenzare l'autoimmagine.

Ma il mondo non è sempre il critico più severo: gli altri sono indotti in certa misura a venirci dietro, per confermarci i punti di forza che riteniamo di avere.

Perché tutte queste informazioni non si sommano, per darci una miglior conoscenza di noi stessi e degli altri? Perché le percezioni non sono mai fredde e astratte, ma sempre influenzate dai bisogni e dalle tendenze dell'individuo, dai nostri autoinganni, per dirla con il lessico del metodo breve strategico. Inoltre, non sempre si tratta d'informazioni facili da riconoscere. "È stupefacente osservare quanto sia difficile ottenere un feedback diretto" dice Vazire, pur ammettendo che la franchezza brutale può non essere sempre desiderabile. Ci sono buone ragioni dietro a questo tipo di reticenze...

La sfida, pertanto, è sul come usare queste informazioni in positivo. "Come possiamo dare e ricevere feedback utili dalle persone e come possiamo utilizzarli per accrescere la conoscenza di noi stessi?" chiede Vazire. "Come possiamo usare questa conoscenza per aiutare gli altri a essere più felici e ad avere relazioni migliori?"

La risposta più semplice a queste domande può sembrare fin troppo semplice da capire, meno semplice da mettere in pratica: ascoltate gli altri. Potrebbero saperne più di voi, anche su voi stessi.

Bibliografia

S. Vazire, E. N. Carlson. 2011. Who knows you best? Not you, say psychologists. Current Directions in Psychological Science, Association for Psychological Science.



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psicoterapia e consulenza breve

Psicologo Firenze e Signa, Psicoterapia breve e consulenza psicologica


Può trattarsi di attacchi di panico, disturbi alimentari, della cura della depressione, di una coppia di genitori che non riesce a comunicare con il figlio adolescente. O di una terapia di coppia per incomprensione fra partner. O del ragazzo che a scuola non rende come dovrebbe e ha difficoltà a fare nuove amicizie. Oppure di qualcuno che non soffre di una patologia, ma avrebbe bisogno di consulenza od orientamento su una questione specifica.

Psicoterapia breve e consulenza psicologica a Firenze e Signa

Alcune persone si rassegnano a combattere per anni con questi problemi, oppure se ne ritrovano all'improvviso sopraffatte senza aspettarselo. "Tanto capita sempre agli altri".

A volte si è riluttanti all'idea di cercare aiuto per sbarazzarsi delle sensazioni, degli stati emotivi e dei pensieri che tengono bloccati, impedendo di progredire.

Nei miei studi di psicologo a Firenze e Signa, questo è un commento frequente che ascolto: "Sa, dottore, per me è stato così difficile decidermi a venire... l'ho fatto proprio perché non potevo farne a meno, altrimenti non sarei venuto".

Se questo è il tuo dilemma, ecco una semplice domanda. Quale delle due alternative è preferibile:

1.non cercare aiuto, e continuare a tentare di risolvere il problema nello solito modo, anche se finora non ha funzionato, oppure:
2.cercare l'aiuto professionale di un esperto, dando a se stessi una nuova possibilità?

A questo proposito la ricerca dice che le persone che cercano aiuto per le difficoltà psicologiche stanno meglio dell'80% di coloro che non lo fanno e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

Scopri come la terapia breve strategica può aiutarti a migliorare le relazioni con le altre persone, risolvere i problemi psicologiche e personali e migliorare la qualità della vita.

Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti sono Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Poggio a Caiano, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi anche l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



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