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I bulli sono ragazzi popolari, ma non i più popolari



I bulli sono ragazzi popolari, ma non i più popolari




Scuola e istruzione - 04/04/11

Sebbene gli esperti considerino spesso i comportamenti aggressivi come reazione di disadattamento tipica dei reietti sociali, l'università Davis della California ha studiato il fenomeno e sostiene che in realtà sono gli adolescenti popolari, anche se non i più popolari, quelli particolarmente dediti a tormentare i compagni.

"Il nostro studio mette in evidenza che, per la maggior parte, ottenere e mantenere uno status sociale elevato richiede qualche tipo di comportamento antagonista" dice R. Faris, assistente professore di sociologia alla Davis.

Lo studio riporta anche che il 2% più elevato della gerarchia sociale scolastica, cioè i più popolari di tutti, insieme a quelli in fondo alla gerarchia, ovvero i meno popolari, sono i meno aggressivi.

"Entrambi mostrano livelli ridotti d'aggressività, ma ciò può essere attribuito a cause diverse" dice Faris. "Quelli al fondo non dispongono della forza sociale né della capacità di essere aggressivi, mentre quelli in cima ce le hanno, ma non hanno bisogno di usarle".

La popolarità degli studenti è stata valutata in base a quanto centrali erano nella loro cerchia d'amicizie. L'aggressività è stata definita dagli autori come comportamenti atti a ferire o causare dolore in modo fisico (colpendo, dando spintoni o calci), verbale (insulti o minacce) e indiretto (spargere cattiva fama, parlar male alle spalle e ostracizzare).

Lo studio ha seguito i ragazzi lungo un intero anno scolastico e ha trovato, in generale, che un aumento nello status sociale sia nei ragazzi che nelle ragazze era accompagnato da un aumento dell'aggressività, finché non si arriva a occupare lo strato più alto della gerarchia sociale.

"L'aggressione di solito richiede un certo grado di supporto sociale, potere o influenza. Gli studenti sanno che s'incontreranno di nuovo il giorno successivo e qualsiasi atto d'aggressione comporta un rischio di rappresaglia. Coloro che stanno al centro della rete sociale dispongono di maggior potere dissuasivo nei confronti delle vendette."

Eppure, proprio i ragazzi al top della scala sociale, quelli che dispongono della maggior capacità aggressiva, generalmente non la usano.

"Se un ragazzo alla posizione sociale più alta agisse in maniera aggressiva nei confronti dei compagni, potrebbe essere visto come insicuro o debole e ciò non contribuirebbe a mantenere la sua posizione di favore. Ed è possibile che ottenga più vantaggi mostrandosi pro-sociale e gentile."

Faris riconosce, tuttavia, che gli studenti alle posizioni più alte possano essere "in qualche modo diversi" e magari poco disposti all'aggressività, piuttosto che usare deliberatamente la non aggressività come strategia.

Lo studio è basato su 3.722 studenti di 19 scuole pubbliche del North Carolina ed è iniziato nel 2002.

Riguardo alle opportunità implicate dallo studio, Faris sostiene che gli interventi diretti specificamente ai ragazzi più aggressivi o alle vittime sono fuorvianti.

"Io inizierei dai ragazzi meno coinvolti, incoraggiandoli a essere meno passivi e meno implicitamente proni ad approvare questo tipo di comportamenti antagonisti. È attraverso la platea meno coinvolta che i ragazzi aggressivi traggono il loro potere."

Bibliografia

R. Faris. 2011.Popular students - but not the most popular - more likely to torment peers, study finds. University of California - Davis.
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