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La paura della morte fa credere nel Progetto Intelligente e rifiutare l'evoluzione



La paura della morte fa credere nel Progetto Intelligente e rifiutare l'evoluzione




Evoluzione - 02/04/11

Ricercatori alla University of British Columbia e dello Union College (Schenectady, New York) trovano che la paura della morte influenza le persone facendo loro credere più nel cosiddetto Progetto Intelligente e meno nelle teorie evoluzioniste.

L'ansia esistenziale fa inoltre preferire Michael Behe, principale proponente del Progetto Intelligente, e provare antipatia per Richard Dawkins, biologo evoluzionista e principale sostenitore delle teorie darwiniane.

Il termine Progetto Intelligente si riferisce all'ipotesi che la vita non abbia preso origine a causa di condizioni climatico-chimiche fortuite, come vuole il darwinismo, ma sia stata introdotta di proposito sulla terra da un essere intelligente, che i credenti identificano con Dio.

Lo studio è stato pubblicato il 30 marzo sulla rivista PloS ONE ed è il primo ad analizzare le motivazioni implicite sottostanti a uno dei più accalorati dibattiti attuali nel nord America. Malgrado il consenso verso il Progetto Intelligente sia in larga parte non scientifico, il 25% degli insegnanti di biologia delle superiori negli USA dedica del tempo per spiegarlo agli studenti nelle lezioni. In Canada, addirittura, nel 2009 la provincia dell'Alberta ha introdotto una legge che permette ai genitori di esonerare i figli dal frequentare le materie che riguardano l'evoluzione.

Il biologo evoluzionista britannico Richard Dawkins, come la maggior parte degli scienziati, sostiene che l'origine della vita sia spiegabile attraverso la teoria di Charles Darwin della selezione naturale. Tuttavia i sostenitori del Progetto Intelligente come il Prof. Behe, biochimico americano, credono che le strutture biochimiche e cellulari siano troppo complesse per essere spiegate da meccanismi evoluzionisti e dovrebbero pertanto essere attribuite a un creatore soprannaturale.

"I nostri risultati mostrano che quando veniamo messi di fronte a problemi esistenziali, rispondiamo cercando uno scopo e un significato alla vita" dice uno degli autori. "Per molti l'evoluzionismo non offre risposte rassicuranti a queste importanti domande".

La ricerca ha coinvolto 1.674 partecipanti americani e canadesi, appartenenti a varie fasce d'età e con differenti retroterra socioeconomici, d'istruzione e religiosi.

In un esperimento ai partecipanti è stato chiesto d'immaginare il momento della propria morte e poi di scrivere i pensieri e le sensazioni che ne ricevevano. A un gruppo di controllo è stato invece chiesto di pensare al dolore dentale e poi di scriverne.

I soggetti hanno poi letto due brani dallo stile simile, entrambi composti da 174 parole, uno di Behe e l'altro di Dawkins, dove non si faceva riferimento alla religione ma si esponevano le rispettive posizioni.

Dopo aver compiuto questi passi i partecipanti che avevano immaginato la propria morte hanno mostrato più supporto verso la teoria del Progetto Intelligente e maggior gradimento per Behe, mentre chi aveva immaginato il mal di denti ha manifestato più supporto verso la teoria evoluzionista e più gradimento per Dawkins.

I ricercatori hanno osservato un effetto opposto in un altro esperimento, che conteneva una condizione aggiuntiva. Dopo aver letto Behe o Dawkins, è stata richiesta anche la lettura di un brano di Carl Sagan, cosmologo e scrittore scientifico. Sagan sostiene in quel brano che anche il naturalismo, ovvero l'approccio scientifico a cui si rifà l'evoluzione ma non il Progetto Intelligente, può fornire significato alla vita. Per tutta risposta i partecipanti hanno mostrato meno supporto per il Progetto Intelligente e più supporto per l'evoluzionismo, dopo aver riflettuto sulla propria morte.

Dicono gli autori: "Questi risultati suggeriscono che gli individui possono vedere l'evoluzione come una risposta che dà senso alle loro domande esistenziali, ma si deve insegnar loro esplicitamente che avere un approccio naturalistico alla vita può essere molto significativo".

In un altro esperimento rivolto interamente a studenti di scienze naturali laureati e non, dopo aver pensato alla morte è stato espresso più supporto verso l'evoluzione e più gradimento per Dawkins.

I ricercatori sostengono che questo potrebbe essere un modo per incoraggiare gli studenti ad accettare l'evoluzione e respingere il Progetto Intelligente.

"Agli studenti di scienze naturali viene insegnato a considerare l'evoluzionismo compatibile con il desiderio di trovare un significato alla vita", dicono gli autori. "Presumibilmente, essi riescono a trarre già da soli un qualche significato esistenziale dall'evoluzione".

Bibliografia:

J. L. Tracy, J. Hart, J. P. Martens. 2011. Death and Science: The Existential Underpinnings of Belief in Intelligent Design and Discomfort with Evolution. PLoS ONE.
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