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Un cattivo impiego nuoce alla salute mentale quanto la disoccupazione



Un cattivo impiego nuoce alla salute mentale quanto la disoccupazione




Lavoro - 16/03/11

L'impatto sulla salute mentale di un lavoro mal pagato o a breve termine può essere dannoso quanto la disoccupazione, secondo un nuovo studio.

Poiché avere un lavoro porta a una salute mentale migliore del disimpiego, le politiche statali si preoccupano generalmente della mancanza del lavoro, senza considerare l'impatto che la qualità del lavoro può avere, dicono gli autori.

Lo studio si basa su 7 annate di dati, relative a 7.000 persone in età lavorativa, tratti da un'inchiesta nazionale che ha luogo ogni anno in Australia (HILDA).

La salute mentale degli intervistati è stata valutata per mezzo di un reattivo valido e attendibile (MHI), con domande aggiuntive sullo stato d'impiego attuale.

In coloro che avevano un impiego, la qualità psicosociale del lavoro ha ricevuto punteggi riguardo a complessità, possibilità di controllo e sicurezza percepita. Ai partecipanti è stato chiesto anche se ritenevano di percepire uno stipendio congruo per il lavoro che facevano.

Come previsto, i disoccupati avevano uno stato di salute mentale globale peggiore di chi aveva un lavoro. Sono state trovate prove che avere un impiego si associa a una salute fisica e mentale migliore e che la salute mentale dei disimpiegati tende a migliorare quando trovano un lavoro, dicono gli autori.

Ma dopo aver tenuto conto di tanti altri fattori in grado d'influenzare i risultati, come il livello d'istruzione e lo stato civile, è stato visto che la salute mentale dei disoccupati era comparabile o addirittura migliore di quella dei lavoratori che facevano lavori scadenti.

Chi svolge lavori scadenti riporta il declino più ampio in termini di salute mentale, nel tempo. È stata trovata una relazione lineare diretta fra il numero delle condizioni lavorative sfavorevoli e la salute mentale: ognuna di queste condizioni lavorative avverse faceva diminuire il punteggio di salute mentale.

E i benefici di salute del trovare un lavoro dopo un periodo di disoccupazione dipendono dalla qualità del posto, secondo lo studio.

Quindi, la qualità del lavoro predice la salute mentale.

Ottenere un lavoro di alta qualità dopo una disoccupazione migliora la salute mentale di 3 punti, mentre ottenere un impiego scadente si è rivelato più nocivo per la salute mentale che restare disoccupati, causando una perdita di 5.6 punti.

Il lavoro retribuito porta notevoli vantaggi, ad esempio un ruolo sociale definito e un senso di utilità, amicizie e miglior organizzazione del tempo. Ma i lavori che concedono poco controllo, sono faticosi e danno poco supporto e poche ricompense non sono buoni per la salute, dicono gli autori.

"Le politiche del tipo il lavoro innanzitutto si basano sull'idea che qualsiasi lavoro sia meglio di niente, perché il lavoro promuoverebbe il benessere personale ed economico. La qualità psicosociale del lavoro è invece un fattore cruciale che andrebbe considerato nello sviluppo delle politiche d'impiego e di welfare" concludono gli autori.

Bibliografia

P. Butterworth, L. S. Leach, L. Strazdins, S. C. Olesen, B. Rodgers, D. H. Broom. 2011. The psychosocial quality of work determines whether employment has benefits for mental health: results from a longitudinal national household panel survey. Occupational and Environmental Medicine.
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