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Ansia, panico, fobie, Psicologo Firenze, Novità & commenti
   
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novità & commenti - ansia/panico

Ansia, panico, fobie

ansia/panico - 05/03/08 - 13:36

Questo spazio è dedicato ai commenti sui disturbi d'ansia e panico.

Vedere anche gli articoli:

Gli attacchi di panico
L'evitamento nei disturbi d'ansia e nelle fobie

 anonimo - 29/02/08 - 17:50n. 1 

salve vorrei avere qualche informazione in più sulle paure, per esempio in automobile.

 Giuseppe Santonocito - 29/02/08 - 18:57n. 2 

L'intensa paura di oggetti o situazioni specifiche, come ad esempio la paura di guidare, si definisce fobia. L'origine di una fobia può dipendere da più cause, anche se spesso è legata a un episodio della propria vita dove si è corso, o si è creduto di correre, un grave pericolo.

Le fobie possono essere accompagnate o meno da attacchi di panico anche fuori della situazione paurosa ma, per definizione, il panico è sempre presente di fronte all'oggetto o alla situazione che scatenano la paura.

Anche se a prima vista potrebbe sembrare il contrario, la terapia dei disturbi intensi come quelli fobici ha ottime probabilità di risolversi positivamente. Diversi approcci terapeutici sono indicati per questo tipo di disturbi. Il modello di terapia breve strategica, in particolare, ha messo a punto un protocollo particolareggiato e specifico per fobie ed attacchi di panico.

 antonio anselmo - 30/04/08 - 16:38n. 3 

salve io ho un problema ke ultimamente m da tanto fastidio!!! quando mi trovo in mezzo alle persone o chiacchiero con qualcuno m inizia a tremare la testa come se avvertissi un forte disagio o panico e non riesco ad averne più il controllo e sono molto teso. Potrei avere qualche informazione riguardo questa situazione??? Grazie.

 Giuseppe Santonocito - 01/05/08 - 15:07n. 4 

Buongiorno Antonio,
tutte le volte che le capitano di questi momenti, dice di perdere il controllo. Ma riesce a restare nella situazione finché tutto passa, oppure deve andarsene o fare qualcos'altro?

E ancora, potebbe descrivere meglio le sue sensazioni fisiche (ad es. sudorazione, tachicardia, senso di soffocamento, ecc.) e pensieri ed emozioni (ad es. paura d'impazzire, paura di morire) durante quei momenti?

 toni cavarra - 03/08/08 - 23:49n. 5 

Gentile dottore,vorrei sapere qualle la pegiore cosa che puo succedere durante un attacch di panico.se mi trovo in un posto dove non posso avere aiuto non so per ess,se mi bloco in ascensore per diverse ore e ho un forte attaccho,puo succedere che dalla tensione dalla paura la presione sanguina insieme alla tacchicardia possono causare la morte,oppure in un soggeto sano il corpo si tranquilliza da solo?io soffro di tacchicardia con batt al min anche 140.gli essami ECG,ECO COLOR DOPPLER,HOLTER 24 ORE SONO NELLA NORMA. GRAZIE.CORDIALI SALUTI

 Giuseppe Santonocito - 04/08/08 - 15:44n. 6 

Buongiorno Toni
Mi sembra di averle già risposto da qualche altra parte, ma forse mi sbaglio. Ad ogni modo, se i suoi esami medici sono risultati tutti nella norma, è molto probabile che la tachicardia sia dovuta al suo stato ansioso.

Ed è molto raro che chi soffre d'ansia o attacchi di panico possa subire conseguenze gravi a causa della paura. La cosa più grave che succede e che... ci si spaventa ancora di più ma il fisico non ne risente.

Anzi, vorrei che riflettesse su un fatto, solo in apparenza paradossale: se lei evita le situazioni che le fanno accelerare il battito cardiaco, come salire le scale, in realtà lei non sta allenando il suo fisico e il suo cuore a sopportare bene gli sforzi. Perché i medici consigliano di fare esercizio fisico? Perché ciò allena il corpo allo sforzo, e così la nostra salute migliora.

Quindi, rifletta sul fatto che ogni volta che lei evita le situazioni che le fanno aumentare i battiti del cuore, lei si sta danneggiando con le sue proprie mani, perché non sta allenando il suo cuore. Quindi, dovrebbe piuttosto aver paura di evitare tutte quelle situazioni.

 toni cavarra - 04/08/08 - 23:15n. 7 

Grazie per le sue utile risposte gentile Dott.Santonocito .

 anonimo - 15/02/09 - 10:22n. 8 

Buongiorno Dottore,vorrei chiederle un consiglio a proposito delle mie crisi di pianto che per la maggior parte delle volte mi spaventano perché mi stanno convincendo chesiano dovute ad un forte stato depressivo(spesso mi fanno sentire sola anche se non lo sono e quando ci sto invece sola ho paura di me stessa) anche se cambio facilmente poi stato d'umore.Ciò mi accade più fortemente ultimamente dato che mi trovo di nuovo in un forte stato di blocco mentale anche se momentaneo(e che mi fa vedere solo tutte le cose negative anche se non le sto ripensando)che di seguito mi mette in preda al panico.Sono già in psicoterapia per la ricomparsa quindi di nuovi di stati d'ansia e lievi attacchi di panico,lievi in quanto già intrattamento con psicofarmaci.Le chiedo se queste crisi di pianto accentuate dall'angoscia e i blocchi che mi assalgono improvvisamente in seguito a qualunque piccolo e stupido episodio della quotidianità, è possibile riuscire, se no ad uscirne totalmente,a limitarle in parte.
Io me ne sto sconvolgendo e mi fanno sentire sola al mondo anche se ho il mio ragazzzo vicino a cui tengo e acui  in certi momenti dò la colpa a lui addossandogli tutte le mie paure.Spesso mi fanno credere di non essere normale come tutti.Essendo poi già molto ma molto sensibile e quindiestremamente emotiva di carattere ormai, posso avere qualche possibilità a venirne fuori?Non sono poi la tipa che dalla paura si chiude in se stessa o evito del tutto le situazioni che mi fanno paura,le ho quasi sempre affrontate lo stesso anche se è stato un pò frustrante e di più ora.
La saluto in attesa di una sua risposta,la ringrazio gentilmente,Moira


 Giuseppe Santonocito - 16/02/09 - 15:14n. 9 

Cara Moira
Parlando in generale, alla tua età qualunque disturbo ha maggiori probabilità di essere risolto positivamente e con successo. Quindi utilizzare la parola "ormai" è fuori luogo. Posso comprendere che dopo un certo tempo i fastidi possano sembrare come se ci accompagnassero da sempre, ma non dimentichiamoci che hai ancora 18-19 anni. Hai tutto il tempo necessario per uscirne. Questo per precisare.

Se sei in cura da un terapeuta, immagino gli avrai già riportato questi tuoi dubbi. E se l'hai fatto, forse la risposta ricevuta non ti ha convinto del tutto, altrimenti non avresti avuto bisogno di chiedere un secondo parere, mi sbaglio?

Riguardo all'ansia, è bene tener presente che essa può manifestarsi anche se non si mettono in atto evitamenti. Ci sono persone che affrontano le situazioni, eppure ne soffrono lo stesso. Ogni persona è un caso a sé ed è proprio per questo che, a volte, i farmaci non sono risolutivi: non riescono a essere tanto selettivi da debellare convinzioni o sensazioni specifiche. Sarebbe come pretendere di trovare la pillola per cambiare idea. Non è stata ancora inventata. D'altra parte i farmaci possono essere d'aiuto a creare la base per il successivo lavoro psicoterapeutico.

Riguardo alla depressione. Molti stati depressivi derivano da un problema che non si è riusciti a risolvere. Dopo tanto tempo che si lotta con qualcosa, subentrano lo sfinimento e la rinuncia, ossia quello che una volta si chiamava "esaurimento nervoso". Ma non so se per te si possa propriamente parlare di depressione o umore depresso, dato che non conosco il tuo caso.

In conclusione, t'invito a leggere il seguente articolo:
Sull'efficacia della psicoterapia - Parte IIa

dove potrai trovare indicazioni su cosa aspettarti e cosa pretendere dal tuo percorso terapeutico.

Cari saluti

 anonimo - 16/02/09 - 15:37n. 10 

Buongiorno dottore,ho detto "ormai"non per l'età,ma perché credo che il carattere non si cambia e per questo mi è ancora più difficile affrontare delle situazioni con razionalità.
Questi dubbi li ho riportati spesso al mio psicoterapeuta e tutt'ora,ma quando l'ansia aumenta,altrettando la paura,i dubbi e l'impazienza per una risposta immendiata
La ringrazio mille,Moira


 Giuseppe Santonocito - 16/02/09 - 15:58n. 11 

Cara Moira
Certo ragionare nei termini di "sono fatto così" è possibile. Anzi, è proprio ciò che fa la maggior parte delle persone. Ma siamo sicuri che sia utile? Perché se fosse vero che non esiste alcun margine di miglioramento, saremmo tutti fritti. Sarebbe del tutto inutile sforzarsi di fare alcunché, perché sarebbe tutto già predeterminato.

Secondo me, il tuo commento può essere letto anche in altri modi. Ad esempio, "finora non ho trovato il modo per cambiare, perché queste sensazioni sono così forti e non ce la faccio a vincerle". In realtà un grosso margine di cambiamento in quasi tutto è ciò che non manca all'essere umano, che è l'essere più adattabile su questa terra.

Io non so il tipo di lavoro che stai facendo con il tuo terapeuta, ma credo che dovresti richiedergli d'insegnarti delle tecniche specifiche per gestire la tua ansia. I disturbi d'ansia sono fra quelli meglio curabili attraverso la psicoterapia.

Cordiali saluti

 anonimo - 16/02/09 - 16:07n. 12 

se ho capito bene da quello che dice,il carattere si può migliorare,ma come sto facendo io  lo sto peggiorando con la convinzione di "esser fatta così "e può essere quindi che non aiuti me stessa nella psicoterapia anche quando lo sono dal psicoterapeuta?

 Giuseppe Santonocito - 16/02/09 - 16:19n. 13 

No. Non potrei chiederti di cambiare le tue convinzioni, dato che anche questo, probabilmente, farà parte della tua terapia. Sto dicendo che è necessario sospendere almeno il giudizio mentre procedi con il lavoro terapeutico.

 anonimo - 16/02/09 - 16:30n. 14 

ok.credo di averci capito qualcosa
La ringrazio


 anonimo - 17/05/09 - 20:27n. 15 

Buonasera dottore Santonocito,
le avevo già scritto sopra.Attualmente i blocchi che mi prendevano alla mente sembra stanno quasi scomparendo dato che si ripresentano di rado e in minor intensità e non mi sento così eccesivamente giù di morale come prima e grazie molto alla psicoterapia,ad aver trovato un modo per distrarmi parlando delle mie paure e ragionandole anche inmodo diverso.Il problema ora è che,anche se nella mia mente sento di star tranquilla,ogni tanto il panico mi prende ma in modo diverso:mi viene l'affano,un pò di tachicardia e nausea.Non riesco a capire se sono io a forza di pensarci,soprattutto quando sto in mezzo alla gente e c'è confusione e quando sto da sola ma solo al risveglio che poi mi passa,me lo provoco,come se lo dò per scontato che deve succedere e l'aspetto quindi.Oggi mi stava ricapitando,ero in chiesa,non sentivo la forza per stare in piedi,mi pesava alla testa,sudavo ghiaccio,e un poco sentivo che mi mancava l'aria.Volevo scappare,uscire fuori,ma poi mi sono detta che sarebbe successo un'altra volta e che quindi prima o poi mi sarei ritrovata di nuovo nella stessa situazione e che forse non sempre sarei potuta scappare,cioè evitare  sia il panico e sia che gli altri se ne accorgano.
Sono rimasta e mi sono detta che non ho niente,che sto bene e quasi senza accorgermene mi sono sentita diversamente,meglio.
Volevo chiederle se sono sulla buona strada o se semplicemente gli attacchi di panico ci sono ancora ma con sintomi diversi.
Attendo una sua risposta,grazie.Moira


 Giuseppe Santonocito - 18/05/09 - 10:08n. 16 

Gentile Moira, sembrerebbe un segno positivo, ma molto dipenderà dall'evoluzione del lavoro terapeutico che sta seguendo. Quindi continui a seguire le istruzioni del suo terapeuta.

Cordiali saluti

 anonimo - 18/05/09 - 13:58n. 17 

La ringrazio,moira


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Può trattarsi di attacchi di panico, disturbi alimentari, della cura della depressione, di una coppia di genitori che non riesce a comunicare con il figlio adolescente. O di una terapia di coppia per incomprensione fra partner. O del ragazzo che a scuola non rende come dovrebbe e ha difficoltà a fare nuove amicizie. Oppure di qualcuno che non soffre di una patologia, ma avrebbe bisogno di consulenza od orientamento su una questione specifica.

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Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti sono Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Poggio a Caiano, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi anche l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



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