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Occhio all'occhio maligno: la paura dell'invidia ci fa essere più benevoli con gli altri



Occhio all'occhio maligno: la paura dell'invidia ci fa essere più benevoli con gli altri




Società - 19/02/11

È bello avere successo, ma può anche farci preoccupare che gli invidiosi cerchino di buttarci giù. Un nuovo studio scopre che la paura di essere invidiati in modo maligno fa sì che le persone si rendano più benevole e cooperanti verso coloro che potrebbero invidiarle.

In una ricerca precedente gli stessi autori avevano studiato due "gusti" dell'invidia, quella benigna e quella maligna, trovando che chi sente invidia benigna è motivato dal bisogno di migliorare se stesso e di far meglio, cosicché possa essere più simile alla persona invidiata. Si tratta insomma di una forma d'identificazione. D'altra parte, quelli che sentono invidia maligna vogliono solo buttar giù chi ha più successo di loro.

Gli autori si sono allora chiesti che cosa prova la persona oggetto d'invidia.

"Gli antropologi dicono che quando si è invidiati si tende ad agire in modo prosociale, per cercare di compiacere gli invidiosi" dicono gli autori. "Ad esempio, dividendo con i vicini il frutto di un raccolto o di una pesca abbondante".

Sarebbe stato possibile replicare queste rilevazioni empiriche all'interno del laboratorio di psicologia?

In alcuni esperimenti, delle persone sono state fatte sentire come se qualcuno le invidiasse in modo maligno, annunciando loro che avrebbero ricevuto un premio in denaro, a volte meritato e a volte no. I ricercatori hanno ipotizzato che il premio meritato avrebbe portato a invidia benigna e quello immeritato a invidia maligna. Dopodiché ai volontari è stato detto di passare una quantità di tempo considerevole nel dare consigli a una persona potenzialmente invidiosa.

Risultati: chi aveva ragione di sospettare d'essere stato fatto oggetto d'invidia maligna è stato più disponibile a prestare il proprio tempo per aiutare l'invidioso.

In un altro esperimento un ricercatore faceva cadere per terra "inavvertitamente" un contenitore pieno di gomme da cancellare, quando il volontario stava per andarsene. Quelli che credevano d'essere oggetto d'invidia maligna erano i più disponibili nel prestarsi ad aiutare lo sperimentatore a raccoglierle.

"In un certo senso questo meccanismo serve da collante sociale" dice un autore. "Tutti abbiamo un'opinione migliore verso chi divide le sue cose con gli altri, ma non è una tendenza naturale in chi è benestante. La paura dell'invidia può invertire però questa tendenza e incoraggiarci ad agire in modo da migliorare l'interazione sociale in un gruppo".

Bibliografia

N. van de Ven, M. Zeelenberg, R. Pieters. 2011. Warding Off the Evil Eye: When the Fear of Being Envied Increases Prosocial Behavior. Psychological Science.
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