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Il potere del pessimismo difensivo



Il potere del pessimismo difensivo




Ansia/panico - 05/02/11

La nostra mente sembra fatta apposta per ospitare pensieri negativi. La saggezza popolare ci dice che il pessimismo è un problema, mentre gli anti-pessimisti ci ammoniscono: "Non pensare in negativo o ti condannerai da solo al fallimento!"

Ma la saggezza popolare può sbagliarsi e il pessimismo può essere utile, se utilizzato in modo corretto.

È vero, siamo maestri nello scovare difetti, nuvolette di Fantozzi e pericoli. Immaginate di stare di fronte a una bella vetrata artistica multicolore, come quelle delle chiese. È una vera meraviglia pensate... ma nell'angolo in basso c'è un pezzettino di vetro rotto. Con tutta probabilità lo sguardo ne verrà subito attratto. Con uno sforzo potete ignorare il pezzo mancante e godervi l'opera d'arte, ma avrete poche chance di riuscirci: la maggior parte di voi vorrà guardare il buco.

Perché il pessimismo è così facile? Perché quando guardiamo una vetrata o la nostra nuova casa la mente và subito a fare l'inventario delle cose sbagliate? La risposta sta nell'effetto adattivo e positivo del pensiero negativo.

La psicologia evoluzionista c'insegna che i tratti psicologici a larga diffusione sono adattamenti che ci aiutano a gestire le situazioni cui ci troviamo di fronte. Ad esempio, sviluppiamo facilmente la paura di serpenti e ragni perché alcuni nostri progenitori che sono riusciti a evitarne il veleno ci hanno trasmesso il loro monito, attraverso i geni: "Abbi paura di serpenti e ragni!".

Il pessimismo, proprio come la fobia dei serpenti, può essere un adattamento che aiuta la sopravvivenza. I nostri antenati sarebbero finiti male se si fossero soffermati gaiamente ad annusare ogni fiore, mentre andavano a caccia. Molto meglio aver dato per scontato che il mondo è un posto pericoloso. Un po' di sano pessimismo li ha aiutati a stare attenti a trappole e predatori.

Oltre a sensibilizzarli verso i pericoli, il pessimismo li ha aiutati a superare i problemi. Secondo lo psicologo Robert Leahy (2002) pessimismo, evitamento e ritirata erano le più efficaci e frequenti strategie per la sopravvivenza nel mondo primitivo. Dato che la gran parte della nostra storia evolutiva è stata vissuta sull'orlo della sopravvivenza, ogni errore poteva essere fatale.

Agli occhi dei nostri progenitori il pessimismo doveva avere un grande vantaggio: c'era poco da perdere a sbagliarsi. Come dice un proverbio toscano: "Meglio aver paura che buscarle". Nascondendosi per paura che ci fosse un orso nei paraggi, se poi l'orso non c'era si sarebbe perso solo un po' di tempo. Invece, farsi notare troppo quando l'orso c'era davvero poteva significare perdere la vita. Per i primi esseri umani la paranoia era un valore.

PuntoCura antica per tempi moderni!

Le cose sono migliorate molto da quando i nostri antenati andavano a caccia con le lance, non abbiamo più bisogno di competere con i leoni per la nostra cena. Nonostante ciò, tendiamo lo stesso a essere molto pessimisti. Come mai?

Il pessimismo resta una splendida strategia di problem-solving se usata correttamente. Un tipo specifico di pessimismo, il pessimismo difensivo, ha dato prova di poter ridurre l'ansia prima di un compito e di migliorare la performance. Infatti, il pessimismo difensivo è una delle strategie preferite da molti campioni (Lim, 2009).

Funziona in questo modo: di fronte a un compito difficile e circostanze imprevedibili, il pessimista difensivo si dà delle basse aspettative e poi inizia a pensare ai possibili risultati. Ciò fa diminuire l'ansia da prestazione e quindi incrementa la performance. Il pessimista difensivo impara a tollerare l'idea del fallimento, in tal modo rilassandosi per via paradossale. Il pessimista difensivo si può così armare di piani "B" e alternative, nel caso in cui qualcosa vada storto. Le ricerche di Lim suggeriscono che questo tipo di pessimismo è tutt'altra cosa dalle profezie negative che si autoavverano. Può realmente migliorare la performance.

La terapia breve strategica ha formalizzato il pessimismo difensivo sotto forma di prescrizioni dirette al paziente, adattate di volta in volta a seconda del problema. Il compito della mezz'ora di peggiori fantasie, quello del come peggiorare o del dichiarare il perturbante segreto poggiano tutti su questo principio.

I disturbi di tipo fobico, quelli con forte componente di ansia anticipatoria e sintomi somatici, possono beneficiare enormemente dall'applicazione pratica di quanto descritto.

Questi i vantaggi immediati:
PuntoObiettivi: il pessimismo difensivo ripone importanza nell'evitare il fallimento e ciò aiuta a creare obiettivi. E chi crea obiettivi, tende a perseguirli.
PuntoImpegno: La ricerca mostra che esiste un legame definito fra pianificazione e impegno. Il solo trastullarsi con i pensieri negativi porta a diminuire l'impegno, ma riflettere su cosa fare per evitare risultati negativi corrisponde a un aumento degli sforzi. E l'aumento di sforzo aumenta le probabilità di successo.
PuntoAspettative: Mentre il pessimista difensivo fa i suoi piani, le aspettative di performance tendono a salire. È paradossale, ma la paura di un risultato scarso, attraverso la pianificazione può davvero aumentare l'autoefficacia e la fiducia in se stessi.
PuntoRecupero emotivo più pronto (resilienza): Avendo anticipato il possibile fallimento, il pessimista difensivo si risolleva in modo più pronto quando questo si verifica.


Bibliografia:

Leahy R L, 2002. Pessimism and the evolution of negativity. Journal of Cognitive Psychotherapy: An International Quarterly, 16(3), 295-316.

Lim L, 2009. A two-factor model of defensive pessimism and its relations with achievement motives. The Journal of Psychology, 143, 318-336.

Smith S, 2009. The Power of Pessimism.
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