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Bulimia, binge eating e vomiting, Psicologo Firenze, Novità & commenti
   
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novità & commenti - alimentazione

Bulimia, binge eating e vomiting

alimentazione - 05/03/08 - 13:55

Questo spazio è dedicato ai commenti sui disturbi alimentari dello spettro bulimico e al vomiting.

Vedere anche l'articolo: La bulimia.

 anonimo - 06/03/08 - 09:23n. 1 

Volevo chiedere: le persone bulimiche vomitano sempre?
grazie, e complimenti per l'articolo. R


 Giuseppe Santonocito - 07/03/08 - 12:58n. 2 

No, non sempre. La suddivisione classica del disturbo bulimico è con o senza condotte di eliminazione, ossia la persona affetta da questo disturbo può mettere oppure no in atto dei comportamenti che eliminano il cibo e le calorie appena ingerite. Esempi sono il vomito, uso di lassativi, intensa attività fisica. Ma può anche sussistere un intenso bisogno di cibo e abbuffate senza che vengano attuati tali comportamenti.

Inoltre, è stato possibile individuare un'ulteriore variante di questo disturbo, il cosiddetto vomiting (vedi articolo), che ha delle caratteristiche proprie e che a rigore non dovrebbe essere categorizzato come bulimico. La differenza principale è che mentre la persona bulimica trova piacere nel solo mangiare smodatamente, chi è affetto da vomiting impara ad associare piacere all'intero ciclo desiderio-preparazione-abbuffata-vomitata.

 Giuseppe Santonocito - 10/03/08 - 12:01n. 3 

A proposito del voler resistere alle abbuffate.
Alcuni utenti mi hanno chiesto, privatamente, come si fa a resistere alle abbuffate. In realtà si deve notare che è proprio tale volontà di resistere a causarle. Infatti, è possibile rinunciare soltanto a ciò che si è in grado di concedersi. A ciò che non ci si può concedere, non si può rinunciare.

 anonimo - 11/03/08 - 18:01n. 4 

Ma come si fa a vomitare per non ingrassare, e dimagrire? R

 Giuseppe Santonocito - 11/03/08 - 19:59n. 5 

Il vomito di per sé non aiuta a dimagrire, svuota semplicemente lo stomaco dal suo contenuto. L'abitudine a vomitare ripetutamente è dannosa per la salute. Il danno principale è subito dai denti, che si sgretolano progressivamente a causa dell'azione degli acidi gastrici.

Per rendersi conto della reazione chimica che si produce, è sufficiente lasciare dei gusci d'uovo per una notte immersi nell'aceto.

 anonimo - 14/03/08 - 12:28n. 6 

Ciao sono veramente disperata soffro di bulimia il mio unico pensiero è il cibo sono ingrassata ed ho il terrore di ingrassare ancora il mio psichiatra mi ha dato il depakin mi sono documentata e a quanto pare questo farmaco fa ingrassare molto ma dico allora che senso ha? Da quando prendo questo farmaco ( 1 settimana ) la mia depressione è aumentata le mie abbuffate con vomito sono aumentate le mie crisi di pianto sono aumentate.....non era meglio il prozac? Vi prego aiutatemi datemi delle risposte sono veramente preoccupata demoralizzata e a volte vorrei mollare.....

 Giuseppe Santonocito - 14/03/08 - 17:32n. 7 

Ciao
Dato il tono del tuo intervento, ti risponderò dettagliatamente. Devi star soffrendo davvero tanto, e ciò che aggiunge la beffa al danno è che hai cercato aiuto per un problema con il cibo e ti ritrovi con una medicazione che ti sta facendo aumentare di peso.

Quando la persona riporta sintomi di tipo diverso (nel tuo caso: ossessione per il cibo, abbuffate, crisi di pianto e sensazione di essere arrivati all'esaurimento delle proprie forze) lo specialista interviene su ciò che a suo giudizio dev'essere trattato per primo. Questa scelta, però, può rivelarsi a posteriori inadatta o controproducente. Nel caso dei farmaci ci possono essere dei pesanti effetti collaterali e questi, cosa molto importante, variano da persona a persona.

Quindi innanzitutto parla con lo psichiatra dell'effetto che ti sta facendo il Depakin. Poi ti suggerisco caldamente di reperire un buon psicoterapeuta capace sia di ascoltarti che di intervenire su ciò che avrà ascoltato. Puoi leggere "Che cos'è e come funziona la psicoterapia" nella sezione articoli, e in particolare "Come scegliere uno psicoterapeuta". E metti in atto queste cose ricordandoti che anche se a volte ti senti di mollare, questa non è la "realtà": è solo uno degli effetti del tuo disturbo. Perciò rimanda i pensieri di mollare a dopo che avrai fatto una buona psicoterapia. Datti almeno questa possibilità.

Se lo desideri, puoi contattarmi al mio indirizzo d'email, riportato in fondo ad ogni pagina.

 anonimo - 15/03/08 - 14:44n. 8 

Grazie per i consigli comunque avevo dimenticato la scorsa volta di dire che sono anche in psicoterapia da qualche anno e che adesso in aggiunta ho cominciato un nuovo percorso con altri medici ma forse la realtà è che non ho fiducia nei farmaci e soprattutto nel depakin...mi vergogno a dirlo ma in presa ad una crisi ho preso a calci la scatola.....comunque ha colto nel segno sono una persona con una sofferenza estrema vorrei trovare le forze per reagire ma non ci riesco a volte vedo uno spiraglio di luce subito dopo il buio totale...sinceramente non ho ancora capito che cosa mi sia successo e quale disturbo mi appartiene l'unica cosa certa è che soffro da morire e passo molto del mio tempo a piangere non so più cosa fare...... grazie per avermi ascoltata

 Giuseppe Santonocito - 15/03/08 - 19:49n. 9 

I farmaci possono essere utili a molte cose. Nel disagio mentale possono servire da tamponi, ad esempio, per far fronte a un disturbo in fase particolarmente acuta. Ma portare una persona a cambiare il proprio modo di sentire e vedere rispetto a parti specifiche della propria esistenza, in modo duraturo e mirato, è un'altra cosa. La farmacologia attuale è in grado di produrre solo cambiamenti piuttosto generalizzati, non specifici.

Riguardo alla psicoterapia, se già stai facendo un percorso psicoterapeutico da qualche anno, allora sarebbe il caso che domandassi a te stessa se ne sei soddisfatta e in che misura, così come stai facendo per i farmaci. Stai ottenendo ciò che vuoi, i risultati che ti aspetti? Se la risposta è no oppure non abbastanza, secondo il tuo punto di vista, dovresti come minimo parlarne con la persona che ti segue. Non dimenticare che ogni specialista è un erogatore di servizi, al servizio del paziente: solo il paziente può decidere se è soddisfatto del servizio che sta ottenendo o meno.

Ti ringrazio per il tuo intervento.

 anonimo - 16/03/08 - 17:17n. 10 

Ripensando alle mie abbuffatte con successivo vomito chiaramente procurato da me stessa e alle mie crisi nevrotiche di pianto durante le quali arrivo raramente ad essere violenta con me stessa, i miei sbalzi di umore che a volte mi stimolano ad uscire ma la maggior parte del tempo a rinchiudermi in casa, il desiderio di fare un milione di cose ma non riuscire a cominciarne neanche una, il fatto di non credere in me stessa e di odiarmi così tanto fisicamente che mi rende insicura in mezzo alla gente, il mio pensiero ossessivo verso il cibo, i miei disturbi compulsivi che mi portano a spendere tutti i miei soldi e a comprare, comprare, comprare anche cose che non mi servono a nulla, vivere tutti i miei giorni in solitudine e non avere più voglia di andare neanche a lavorare, pensare unicamente a mangiare qualsiasi cosa, basta che si tratti di cibo, così intensamente che non sono più in grado di avere nessun tipo di concentrazione......inzomma tutto ciò rende me una persona bulimica e quindi depressa o depressa a tal punto che la bulimia è solo uno dei tanti disturbi che mi appartengono? Dottore mi aiuti a capire me stessa e il mio problema mi aiuti ad avere fiducia nella strada che sto percorrendo o mi consigli lei oltre alla psicoterapia una terapia farmacologica adeguata alla mia personalità fortemente disturbata.
Grazie mille


 Giuseppe Santonocito - 17/03/08 - 09:51n. 11 

Perdonami se sarò così diretto, ma sembra come se in questo momento tu sia interessata soprattutto a capire che cos'hai. Mi sbaglio? Se è così, ciò è comprensibile, ma allora vorrei chiederti: se tu dovessi scegliere fra sapere esattamente cos'hai, oppure stare meglio senza saperlo, cosa sceglieresti? Te lo chiedo non solo perché la diagnosi e la scelta della cura non sono compito tuo, ma perché la vecchia idea, dura a morire, secondo la quale sapere cosa si ha aiuta a stare meglio, è falsa.

In questo momento l'unica cosa che dovresti davvero tenere sotto controllo sono *i risultati* delle cure che già stai facendo. Se non funzionano come desideri, dovresti parlarne con lo psichiatra e lo psicoterapeuta che ti seguono. Se ottieni risposte evasive o se capisci dalle loro parole che stanno facendo del loro meglio ma che non sanno più che pesci prendere, credo che dovresti prendere in considerazione l'idea di rivolgerti a qualcun altro. A volte possono essere necessari più tentativi per trovare la cura giusta. C'è un detto secondo il quale se continui a fare ciò che hai sempre fatto, continuerai a ottenere ciò che hai sempre ottenuto.


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Psicologo Firenze e Signa, Psicoterapia breve e consulenza psicologica


Può trattarsi di attacchi di panico, disturbi alimentari, della cura della depressione, di una coppia di genitori che non riesce a comunicare con il figlio adolescente. O di una terapia di coppia per incomprensione fra partner. O del ragazzo che a scuola non rende come dovrebbe e ha difficoltà a fare nuove amicizie. Oppure di qualcuno che non soffre di una patologia, ma avrebbe bisogno di consulenza od orientamento su una questione specifica.

Psicoterapia breve e consulenza psicologica a Firenze e Signa

Alcune persone si rassegnano a combattere per anni con questi problemi, oppure se ne ritrovano all'improvviso sopraffatte senza aspettarselo. "Tanto capita sempre agli altri".

A volte si è riluttanti all'idea di cercare aiuto per sbarazzarsi delle sensazioni, degli stati emotivi e dei pensieri che tengono bloccati, impedendo di progredire.

Nei miei studi di psicologo a Firenze e Signa, questo è un commento frequente che ascolto: "Sa, dottore, per me è stato così difficile decidermi a venire... l'ho fatto proprio perché non potevo farne a meno, altrimenti non sarei venuto".

Se questo è il tuo dilemma, ecco una semplice domanda. Quale delle due alternative è preferibile:

1.non cercare aiuto, e continuare a tentare di risolvere il problema nello solito modo, anche se finora non ha funzionato, oppure:
2.cercare l'aiuto professionale di un esperto, dando a se stessi una nuova possibilità?

A questo proposito la ricerca dice che le persone che cercano aiuto per le difficoltà psicologiche stanno meglio dell'80% di coloro che non lo fanno e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

Scopri come la terapia breve strategica può aiutarti a migliorare le relazioni con le altre persone, risolvere i problemi psicologiche e personali e migliorare la qualità della vita.

Giuseppe Santonocito è psicologo psicoterapeuta e riceve a Firenze e Signa, vedi la sezione contatti.

Altri comuni limitrofi serviti sono Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Empoli, Fiesole, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Poggio a Caiano, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino.

Leggi ulteriori informazioni sull'intervento.

Leggi anche l'articolo sul problem solving strategico.

Bibliografia:

Lambert M J, Vermeersch D A, 2002. Effectiveness of Psychotherapy. In Elsevier Encyclopedia of Psychotherapy, 709-714, Elsevier Science, USA.



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