Questo sito può funzionare solo con JavaScript abilitato.
Verificate nel vostro browser le opzioni di abilitazione di JavaScript.

www.giuseppesantonocito.it
L'autolesionismo non è riconosciuto in molti giovani con disturbi alimentari



L'autolesionismo non è riconosciuto in molti giovani con disturbi alimentari




Alimentazione - 28/11/10

Un numero allarmante di giovani che già si trovano a combattere contro i DCA (disturbi del comportamento alimentare) si tagliano, e alle interviste diagnostiche questi comportamenti autolesionistici spesso passano inosservati, secondo un nuovo studio.

È emerso che circa il 40,8% dei pazienti con DCA ha avuto episodi documentati in cui s'nfliggevano delle ferite, spesso per taglio o bruciatura. E dato che lo screening è inadeguato, tale percentuale è probabilmente più alta.

"Questi sono numeri molto alti, eppure sono conservativi" dice il capo dello studio, R. Peebles, insegnante di pediatria a Stanford, dov'è stata condotta la ricerca.

Peebles afferma che i clinici spesso non fanno domande al riguardo, nelle interviste di routine ai giovani. "Chiediamo al 97% dei ragazzi da 12 anni in su se fumano, e quindi dovremmo chiedere di prassi anche se si fanno del male" aggiunge.

Sono stati esaminati i dati d'ammissione di 1.432 ragazzi fra 10 e 21 anni, internati in ospedale per DCA dal 1997 al 2008. Circa il 90% dei pazienti erano femmine, 3/4 delle quali di razza bianca e di età media 15 anni. Nel 40,8% identificato come autolesionista, l'età media era 16 anni. Molte di queste pazienti aveva una storia di abbuffate e consumo di lassativi o vomito autoindotto, e l'85,2% di chi si faceva del male intenzionalmente lo faceva per taglio.

I ricercatori hanno anche scoperto che un po' meno della metà dei clinici aveva chiesto ai ragazzi se si facessero del male ma che, se non lo avessero chiesto, difficilmente avrebbero ricevuto tale informazione spontaneamente.

Coloro a cui la domanda è stata fatta apparteneva allo stereotipo dell'autolesionista: ragazza bianca, bulimica o con una storia di abuso di sostanze. Peebles si chiede: "Stiamo lasciando fuori altri giovani che non appartengono a questo profilo? Quando vediamo un bambino di 12 anni, dall'aspetto innocente, è difficile che ci venga in mente di chiedergli se si fa del male. Quindi, dobbiamo migliorare e mettere a punto le nostre interviste di screening generale.

Bibliografia

R. Peebles, J. Lock. 2010. Self-injury behavior not recognized in many youths with eating disorders. Stanford University Medical Center.
CONDIVIDI

         


Categorie:




Articoli recenti:


Società 13/12/18
Società 14/08/18
Video 28/06/18


Archivi:




Se ti è piaciuto il contenuto di questa pagina, invia la tua email per restare aggiornato tramite newsletter:







Link:

MAPPA DEL SITO

PRIVACY POLICY
Mi trovi su:

FACEBOOK

TWITTER

LINKEDIN
Usiamo i cookies ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) per rendere più personale la tua esperienza di navigazione.
Continuando la navigazione nel sito o cliccando "Accetto" darai automaticamente il tuo consenso.


Accetto


Cliccare qui per ulteriori informazioni