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I ribelli non ricevono applausi: la vittimizzazione da parte del gruppo



I ribelli non ricevono applausi: la vittimizzazione da parte del gruppo




Scuola e istruzione - 05/10/10

I bambini asociali e solitari, che rifiutano la compagnia degli altri, sono spesso oggetto di vittimizzazione da parte del gruppo. Si tratta di una forma di punizione, nel tentativo di stabilire un ordine sociale, ma può trattarsi anche di una risposta estrema per tenere sotto controllo i bulli.

Perché un gruppo possa sopravvivere, deve tenere sotto controllo i suoi membri. Gli individui ritirati in loro stessi minacciano il tessuto sociale del gruppo, ed è per questo che i bambini vengono vittimizzati, quando sono troppo solitari. Ma anche quando sono troppo forti. La vittimizzazione è una reazione a chiunque minacci l'armonia del gruppo.

Bukowski, autore di uno studio su questo fenomeno, fa notare che la parola "vittimizzazione" è relativa a "sacrificio", ossia il membro dissonante viene sacrificato a favore della sopravvivenza del gruppo.

Lo studio ha seguito 367 bambini e bambine di 5^ elementare, nelle scuole pubbliche di Montreal, in Canada. I ricercatori hanno analizzato i comportamenti di aggressione verbale e fisica fra i bambini. L'uso dell'aggressione secondo forme accettate dai pari, è critico ai fini del mantenimento del proprio status sociale e, di conseguenza, della propria dominanza. Alcune forme di aggressione sono tollerate dal gruppo, altre no.

Per individuare leader, vittime e bulli, ai bambini è stato chiesto di dare un voto agli altri bambini dello stesso sesso, riguardo a 17 differenti caratteristiche.

I bulli, ad esempio, sono stati caratterizzati come bambini "che dicono cose cattive degli altri alle loro spalle, che tengono apposta gli altri fuori dal loro gruppo, e che dicono ai loro amici che smetteranno di voler loro bene se non fanno ciò che vogliono".

Il leader è stato descritto come "qualcuno che gli altri bambini di solito seguono, che si comporta da leader, e che fa sempre a modo suo".

Le vittime, invece, sono "quelli che vengono picchiati dagli altri bambini, che vengono ignorati, e dei quali gli altri bambini dicono cose cattive alle spalle".

L'autore sostiene che genitori e insegnanti possono evitare che i propri bambini vengano vittimizzati, e impedire che i leader diventino dei bulli.

"Nessuno vuole incolpare le vittime, perciò genitori e parenti si focalizzano sempre sui bulli, ma è importante capire e trattare i sintomi e le dinamiche della vittimizzazione, e non solo le cause" dice Bukowski.

Per prevenire episodi di vittimizzazione e neutralizzare i bulli, gli insegnanti dovrebbero incentivare un ambiente basato sull'egualitarismo, dove il potere è condiviso, e incoraggiare i bambini più riservati a parlare e a farsi sentire.

Bibliografia

R. E. Adams, N. H. Bartlett, W. M. Bukowski. 2009. Peer Victimization and Social Dominance as Intervening Variables of the Link Between Peer Liking and Relational Aggression. The Journal of Early Adolescence.
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