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Il cervello dello psicopatico cerca il piacere a ogni costo



Il cervello dello psicopatico cerca il piacere a ogni costo




Neuroscienze - 14/09/10

Il cervello degli individui psicopatici sembra essere fatto in modo da continuare a cercare il piacere e la ricompensa a qualunque costo. Questa ricerca svela il ruolo del sistema di ricompensa cerebrale dello psicopatico, e apre una nuova linea di studi per capire cosa motiva questi individui.

Lo studio sottolinea l'importanza della ricerca neurologica per capire il comportamento. E per questa categoria particolare di persone, la ricerca potrebbe aiutare a intervenire preventivamente prima che un tratto di personalità si trasformi in comportamento antisociale.

Gli psicopatici sono visti di solito come criminali a sangue freddo, che si prendono ciò che vogliono senza badare alle conseguenze. In effetti, questa ricerca ha trovato che un sistema di ricompensa dopaminergico iperattivo potrebbe stare alla base dei problemi legati alla psicopatia, come crimini violenti e abuso di sostanze.

Le precedenti ricerche sulla psicopatia si erano concentrate su ciò che allo psicopatico mancherebbe, come la paura, l'empatia e alcune abilità interpersonali. Al contrario, questa nuova ricerca analizza ciò che avrebbero in abbondanza, ovvero l'impulsività, la spinta verso il piacere e la ricompensa, e il rischio. Sono questi, i tratti più frequentemente associati al comportamento violento e criminale dello psicopatico.

Esiste una lunga tradizione di ricerca nella psicopatia basata sulla mancanza di sensibilità alle punizioni e l'assenza di paura, ma questi attributi non sono di per sé buoni predittori di violenza e comportamento criminale, spiega uno degli autori. I nuovi dati suggeriscono piuttosto che questi individui sentirebbero una così forte attrazione verso la ricompensa - la carota - da sovrastare del tutto la sensibilità al rischio costituito dal bastone.

Utilizzando due distinti sistemi di neuroimaging, la PET e la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori sono stati in grado di notare la sovrapponibilità degli schemi di attivazione dopaminergica rilevabili nel cervello degli psicopatici.

I soggetti erano tutti volontari, ai quali sono stati somministrati prima dei test di personalità per misurarne il livello dei tratti psicopatici. Questi tratti, come ogni altro, possono esistere lungo un continuum, dai livelli più alti del criminale violento a quelli più bassi della persona normale, che però può esibire comportamenti come egocentrismo, comportamento rischioso e manipolazione degli altri.

In un primo esperimento ai soggetti è stata somministrata una dose di amfetamina, un potente stimolante del sistema nervoso centrale. In accordo con l'ipotesi formulata, i soggetti che avevano mostrato attraverso i test i livelli più alti di tratti psicopatici, hanno avuto un rilascio di dopamina cerebrale 4 volte superiore rispetto agli altri soggetti.

Nel secondo esperimento ai soggetti è stato detto che avrebbero ricevuto una ricompensa in denaro per svolgere un semplice compito. I loro cervelli sono stati analizzati mentre eseguivano il compito, ed è stato rilevato che ad alti tratti psicopatici corrispondeva una maggior attivazione di alcune aree cerebrali implicate nel sistema dopaminergico (nucleus accumbens) quando stavano per pregustare la ricompensa in denaro.

Forse proprio a causa di questa peculiarità, una volta messa a fuoco la possibilità di una ricompensa, gli psicopatici sono incapaci di alterare la propria attenzione finché non hanno ottenuto ciò che vogliono. Non è che non apprezzino le minacce delle possibili conseguenze, è che la motivazione verso la ricompensa sovrasta in loro qualsiasi altro tipo di riflessione.

Bibliografia

J. W. Buckholtz, M. T. Treadway, R. L. Cowan, N. D. Woodward, S. D. Benning, R. Li, M. S. Ansari, R. M. Baldwin, A. N. Schwartzman, E. S. Shelby, C. E. Smith, D. Cole, R. M. Kessler & D. H. Zald. 2010. Mesolimbic dopamine reward system hypersensitivity in individuals with psychopathic traits. Nature Neuroscience.
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