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Quando il gioco si fa duro... forse è meglio uscirne



Quando il gioco si fa duro... forse è meglio uscirne




Generale - 02/09/10

Ci sono occasioni nelle quali è meglio passare la mano? Gli psicologi hanno studiato la questione, e il legame fra tenacia ed equilibrio psicofisico.

Sembrerebbe che la persistenza paghi sempre, sul lungo periodo. L'insistenza dovrebbe aumentare le possibilità di successo, e il successo personale è legato al benessere. Ma che succede se l'obiettivo è molto difficile da raggiungere? Qual è il punto che fa sembrare un tratto ammirabile come la perseveranza più simile a uno sbattere la testa contro il muro?

Per testare tutte queste idee, due psicologi hanno sviluppato un test che riesce a distinguere in maniera affidabile le persone che di fronte a un compito difficile continuano a insistere, da quelle che lasciano perdere. In una serie d'esperimenti i ricercatori hanno studiato estensivamente questi due tipi di personalità, per vedere quanto fossero sani ed equilibrati.

Nel 2007 è stato pubblicato uno di questi studi, dove degli adolescenti sono stati seguiti per un anno intero. Durante questo tempo, gli individui che desistevano di fronte a obiettivi difficili hanno mostrato livelli molto più bassi di una proteina chiamata CRP, un indicatore del livello d'infiammazione.

L'infiammazione è stata recentemente correlata a vari tipi di malattie importanti, come il diabete e i disturbi cardiaci, suggerendo che gli adolescenti sani ma troppo tenaci potrebbero essere sulla "buona" strada per sviluppare patologie croniche, più avanti negli anni.

Di conseguenza, i ricercatori concludono che una strategia migliore potrebbe consistere nel fermarsi per tempo, di fronte agli ostacoli insormontabili. Quando le persone si trovano a confrontarsi con situazioni nelle quali non riescono a realizzare un obiettivo chiave, la risposta più equilibrata dal punto di vista sia fisico che mentale potrebbe essere proprio il disimpegno.

Ma non tutto è perduto, per l'arrivista.

Gli studiosi hanno ordinato entrambi i gruppi lungo un valore che rappresentava la loro voglia d'impegnarsi nuovamente e fissare altri obiettivi, dopo aver desistito da quelli precedenti. Anche se non è stato trovato alcun legame fra nuovo impegno e salute fisica, è emerso che le persone che ci riprovano possiedono un maggior senso di scopo e competenza, e si fermano meno a rimuginare sul passato.

Darsi nuovi obiettivi sembra attutire lo smacco emotivo del fallimento, specie per quelli che davvero hanno difficoltà ad arrendersi.

Bibliografia

Gregory Miller and Carsten Wrosch. 2007. Association for Psychological Science. When The Going Gets Tough, Maybe You Should Quit.
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