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I 10 segreti del perfetto bugiardo



I 10 segreti del perfetto bugiardo




Comunicazione - 08/07/10

Gli esseri umani hanno un'innata tendenza alla menzogna, e per una buona ragione: essere capaci di manipolare le aspettative di coloro che ci stanno d'attorno è un tratto di sopravvivenza fondamentale per degli animali sociali come noi.

Uno studio del 1999 dello psicologo Robert Feldman, infatti,  mostrava che i bambini più popolari erano anche quelli più bravi a mentire. Vediamo di seguito i 10 segreti del perfetto bugiardo, ma per aiutarvi a scoprirli, non per imparare a dire bugie...

n. 1 - Ci vuole una buona ragione. "Le prigioni sono piene di cattivi bugiardi, quelli bravi sono liberi" dice lo psicologo Charles Ford. Qual è la differenza? Essenzialmente, il bravo bugiardo mente il meno possibile. Ovvero, solo quando c'è qualcosa d'importante da guadagnare. Il bugiardo patologico, invece, non riesce a fare a meno di raccontare balle continuamente, e dopo un po' si fa cogliere in fallo. Il vero esperto risparmia le munizioni, e le usa solo a ragion veduta.

n. 2 - Preparare il terreno. Il bugiardo professionista non aspetta di essere messo davanti alla lampada dell'interrogatorio, per mettere insieme una trama. Uno studio del 1990 a cura di Bill Flanagan mostra che il bugiardo che cura nei dettagli la sua storia ha molte più probabilità di farla franca. Come per qualunque altra attività, la pratica rende perfetti.

n. 3 - Mentire dicendo la verità. Le bugie più difficili da smascherare sono quelle che non sono in realtà bugie. La bugia è ammantata e nascosta nelle pieghe di molte verità, e così è resa più verosimile. Uno studio del 90 sui bugiardi patologici, a New York, ha trovato che coloro che riescono a evitare le domande di chiarimento hanno più probabilità di farla franca. E ciò è possibile solo mettendo insieme una storia che sia convincente fin dall'inizio.

n. 4 - Conoscere la propria vittima. Il bravo bugiardo ha lo stesso talento del bravo comunicatore: l'abilità di entrare nella testa dell'interlocutore. L'empatia non solo gli dà indicazioni preziose su ciò che l'altro vuole sentirsi dire, ma gli serve a evitare di addentrarsi su terreni minati che lo renderebbero sospettoso. Per raccontare una bugia credibile, è necessario mettersi nei panni della vittima, impossessandosi di ciò che pensa.

n. 5 - Attenersi ai fatti. Fare il bugiardo di professione richiede molto lavoro. È necessaria congruenza e una cura quasi maniacale dei dettagli, e persino tenere appunti scritti, se necessario. Uno degli errori più comuni è raccontare cose diverse a persone diverse, cadendo in contraddizione.

n. 6 - Convinzione. Per smascherare un bugiardo, è necessario mettere alla prova la sua convinzione. Se accusando qualcuno di menzogna questi non insorge prontamente, ribadendo la sua versione dei fatti e sostenendola con forza, questo è un segnale di allarme. Uno dei motivi per cui molte persone non sono bravi bugiardi è che trovano il mentire un'attività profondamente sgradevole. Paura e senso di colpa sono evidenti dalle loro espressioni facciali. Vogliono togliersi al più presto dall'imbarazzo, e quindi appaiono sollevati quando chi li interroga cambia argomento, consegnandosi in tal modo su un piatto d'argento. I bugiardi davvero bravi, d'altra parte, si divertono a ingannare il prossimo, e non mostrano alcuna vergogna o rimorso, perché non ne hanno. Per loro mentire e una sfida elettrizzante, che accettano con piacere.

n. 7 - Autocontrollo. È cosa nota che le persone compiono gesti come toccarsi il naso o altre parti del corpo, balbettare, non guardare negli occhi l'interlocutore. Non sempre questi sono segnali affidabili di menzogna, ma il bugiardo esperto possiede una capacità di autocontrollo superiore alla media, ed evita del tutto di compierne. Guarda sempre negli occhi l'interlocutore, e gesticola poco.

n. 8 - Aumentare la temperatura emotiva. Il vero bugiardo è un manipolatore nato. E quando la sua vittima diventa sospettosa, non esita a giocare con le emozioni, con la seduzione o la sessualità. Un esempio è la storica scena di Sharon Stone in Basic Instinct, durante l'interrogatorio, allo scopo di eccitare e distrarre i poliziotti.

n. 9 - Contrattacco. Così come molti non si sentono a proprio agio mentendo, altrettanti non lo sono nell'accusare gli altri. Questo fatto può essere sfruttato dal bugiardo a proprio vantaggio, per rispondere alle accuse con l'aggressione, cercando di dirottare altrove l'attenzione dalla questione e forzando gli altri a combattere su un altro terreno.

n. 10 - Mercanteggiare. Anche quando il suo gioco è ormai stato scoperto, il bugiardo professionista riesce spesso a evitare il peggio, mercanteggiando, ammorbidendo o eliminando totalmente la propria responsabilità, dimostrando ad esempio che circostanze più forti di lui lo hanno costretto a mentire, o addirittura gettando la colpa addosso a qualcun'altro.

Bibliografia

Jeff Wise, 2010. Psychology Today (online).
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