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I videogiochi non portano all'asocialità



I videogiochi non portano all'asocialità




Società - 30/10/09

Un studio recente sembra smentire il luogo comune secondo il quale i ragazzi che fanno largo uso di videogame sarebbero isolati, solitari e poco sociali, dei nerd, insomma.

Un neo-laureato australiano, Daniel Loton, ha pubblicato online un sondaggio a cui hanno risposto 651 soggetti, nel quale s'indagava sulle abitudini dei ragazzi. Il 15% di questi sono stati identificati come "giocatori frequenti", ovvero che trascorrono più di 50 ore settimanali a giocare davanti al computer.

Solo l'1% di questi tuttavia mostra di possedere scarse abilità di socializzazione, come la timidezza, contraddicendo il luogo comune secondo cui i videogamer si rifugerebbero nel computer perché non riescono ad allacciare relazioni con gli altri.

"I risultati del nostro studio suggeriscono non solo che chi gioca molto ai videogiochi non è un solitario, ma anche che i videogiochi non rendono le persone solitarie", afferma Loton.

Il giocatore problematico, sempre secondo Loton, si distinguerebbe invece dal fatto che non riesce a smettere di giocare, e questo gli provoca problemi nel lavoro, relazionali e nel dormire.

Bibliografia

Reuters, 2009
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