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Perché la pratica (intelligente) rende perfetti

Giuseppe Santonocito - 16/07/10 - 18:20 - pubblicato in: sport

Stai imparando i tiri corti nel golf? Allenarti solo con la mazza leggera potrebbe non aiutarti molto, ma se ti eserciti anche nei tiri lunghi, con mazze più pesanti, anche i tiri corti miglioreranno, e un nuovo studio spiega perché.

Studi precedenti avevano mostrato che la pratica variabile migliora l'apprendimento delle abilità più della pratica focalizzata su un singolo compito. Questo studio spiega le basi cerebrali di questo apparente paradosso. I ricercatori hanno diviso dei partecipanti in due gruppi: a un gruppo è stato chiesto di fare pratica per imparare un complicato movimento con il braccio, mentre l'altro gruppo praticava, oltre al suddetto movimento, anche altre attività, in uno schema di pratica variabile.

Il primo gruppo, a pratica costante, ha mostrato un apprendimento e un consolidamento di grado minore rispetto al secondo gruppo. Nella condizione di pratica variabile, il cervello è costretto a risolvere lo stesso problema ogni volta in modo differente. Se invece si ripete la stessa cosa tante volte, non c'è bisogno di elaborarla in modo molto approfondito. In genere si sceglie questa via per pigrizia, ma se si riescono a introdurre elementi di variabilità nella pratica, si faranno più progressi in tempi più rapidi.

Lo studio è riuscito a dimostrare tutto ciò attraverso indagini di neuroimaging sul cervello dei soggetti.

Fonte:
S. S. Kantak, K. J. Sullivan, B. E. Fisher, B. J. Knowlton & C. J. Winstein. 2010. Neural substrates of motor memory consolidation depend on practice structure. Nature Neuroscience.


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I fuoriclasse del calcio sono insoddisfatti del proprio fisico

Giuseppe Santonocito - 25/06/10 - 09:29 - pubblicato in: sport

La composizione corporea, i dati antropometrici e le caratteristiche morfologiche sono cruciali nel determinare il successo dei calciatori. L'obiettivo di uno studio del 2009 era confrontare l'autoimmagine corporea di un gruppo di fuoriclasse del pallone con quella di studenti universitari, usati come confronto, per vedere se sarebbero state trovate differenze.

L'ipotesi iniziale era che gli atleti in generale e, in questo caso, i calciatori, avessero una miglior percezione e un livello di soddisfazione più alto del proprio corpo, rispetto a giovani della stessa età che non svolgono attività sportiva agonistica.

La ricerca, tuttavia, non ha trovato differenze significative nel livello di soddisfazione, mentre è emerso addirittura che gli studenti non agonisti avevano una percezione corporea molto migliore di quella dei loro coetanei calciatori professionisti.

L'immagine corporea era definita nello studio distinguendo, fra le altre variabili, la percentuale di massa magra (muscolare) e quella di massa grassa. È importante osservare che a un calciatore è richiesta una proporzione di massa muscolare maggiore rispetto a un non sportivo, e che questo dato viene controllato di frequente dai preparatori sportivi e dai medici. Ma mentre gli studenti tendevano a desiderare una quantità maggiore di massa magra e a mantenere la stessa massa grassa che già avevano, i calciatori dicevano di volere più massa magra e allo stesso tempo più massa grassa.

In altre parole, l'autoimmagine ideale del proprio corpo, per un calciatore, è simile a quella di qualunque altro giovane della stessa età.

Questo indica che ciò che è considerato ideale dal punto di vista sportivo, non necessariamente coincide con ciò che è considerata l'immagine ideale dal punto di vista sociale, spiegano gli autori.

Fonte:
Marta Arroyo, José Manuel González-de-Suso, Celia Sánchez, Laura Ansotegui, Ana M. Rocandio. Body image and body composition: comparisons of young male elite soccer players and controls. International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, December 2008.


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I giovani che fanno esercizio fisico hanno un QI più alto

Giuseppe Santonocito - 14/01/10 - 11:44 - pubblicato in: sport

I giovani in forma hanno un quoziente d'intelligenza (QI) più alto e hanno più probabilità di iscriversi all'università, secondo un ampio studio condotto alla Sahlgrenska Academy e al Sahlgrenska University Hospital.

I risultati sono stati pubblicati di recente nei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Lo studio ha coinvolto 1.2 milioni di maschi svedesi mentre svolgevano il servizio militare, nati fra il 1950 e il 1976. Il gruppo di ricerca ha analizzato i risultati sia del QI sia di test fisici quando i soggetti sono stati arruolati.

Lo studio mostra una chiara relazione fra buona forma fisica e migliori risultati ai test di efficienza intellettiva. La relazione più forte si ha con i test di pensiero logico e comprensione verbale. Ma solo la buona forma è correlata con il QI, non la forza fisica.

"Essere in forma significa avere una buona capacità cardiaca e polmonare e quindi che il cervello viene abbondantemente ossigenato", dice M. Nillson, professore alla Sahlgrenska Academy e dirigente medico al Sahlgrenska University Hospital. "Questa potrebbe essere la ragione del perché assistiamo a un chiaro legame con la forma ma non con la forza muscolare. Stiamo osservando che anche altri fattori di crescita sono importanti".

Analizzando dati di gemelli, i ricercatori sono riusciti a determinare che il legame fra forma fisica e QI più alti è dato primariamente da fattori ambientali e non genetici.

"Abbiamo anche visto che i giovani che migliorano la forma fisica fra 15 e 18 anni migliorano la loro performance cognitiva", dice M. Åberg, ricercatrice alla Sahlgrenska Academy e medico allo Åby Health Centre. "Per questo motivo, l'educazione fisica dev'essere considerata un argomento di primaria importanza nelle scuole, ed è una necessità assoluta se vogliamo ottenere buoni risultati in matematica e altre materie teoriche".

I ricercatori hanno poi confrontato i risultati dei test di forma fisica con le condizioni socio-economiche future dei soggetti. Quelli che erano in forma a 18 anni hanno avuto più probabilità di ottenere titoli di studio più elevati e impieghi più qualificati.

Fonte:
M. Nillson and M. Åberg. 2009. University of Gothenburg. Young adults who exercise get higher IQ Scores.


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Psicologia dello sport

Giuseppe Santonocito - 01/03/08 - 15:00 - pubblicato in: sport

Questo spazio è dedicato ai commenti sulla psicologia dello sport.

Vedere anche gli articoli:
- Sport e psicologia
- Motivazione estrinseca, intrinseca e sport.

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